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Vacanze a rate, allarme dell’Unione Consumatori Italiani: “Il Buy Now Pay Later presenterà il conto”

Il segretario federale Massimiliano Albanese: "Il credito deve sostenere i bisogni reali, non trasformare i desideri in debiti. Oggi possiamo ancora prevenire una deriva sociale"

Vacanze a rate, allarme dell’Unione Consumatori Italiani: “Il Buy Now Pay Later presenterà il conto”

L’Unione Consumatori Italiani torna ad esprimere forte preoccupazione per la crescente diffusione del Buy Now Pay Later (BNPL), un metodo di pagamento rateale tramite app sugli smartphone, senza alcun controllo della capacità creditizia degli utenti, che viene sempre di più applicato a beni e servizi non essenziali, a partire dai viaggi e dalle vacanze estive (in copertina: immagine di repertorio).

Una tendenza che, sebbene rappresenti una nuova opportunità offerta dal mercato dei pagamenti digitali, rischia di trasformarsi in una vera e propria criticità sociale ed economica, se non accompagnata da adeguati strumenti di tutela e trasparenza e, soprattutto, di corretta educazione finanziaria.

Secondo le più recenti analisi, nei primi cinque mesi del 2026 gli italiani hanno richiesto finanziamenti per circa 170 milioni di euro destinati esclusivamente alle vacanze.

Parallelamente cresce con decisione il ricorso alle formule “compra ora, paga dopo“, sempre più diffuse anche nel comparto turistico. La stessa Banca d’Italia ha evidenziato come l’utilizzo del Buy Now Pay Later sia cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni, richiamando l’attenzione sui potenziali rischi di sovraindebitamento e sulla necessità di rafforzare gli strumenti di tutela dei consumatori.

“Non possiamo ignorare i segnali che arrivano dal mercato – dichiara l’avvocato Massimiliano Albanese, Segretario Federale dell’Unione Consumatori Italiani – Il problema non è lo strumento del Buy Now Pay Later in sé ma l’utilizzo che ne viene fatto. Quando il credito viene impiegato per sostenere investimenti, affrontare imprevisti o soddisfare esigenze essenziali, svolge una funzione economica e sociale importante. Quando invece diventa il mezzo attraverso cui finanziamo consumi non indispensabili e non alla nostra portata, come una vacanza o un bene voluttuario, allora dobbiamo interrogarci sul modello di consumo che si sta diffondendo”.

Secondo l’UCI, il fenomeno va letto oltre il dato economico.

“Ci preoccupa la progressiva normalizzazione del debito – prosegue Albanese – Il pagamento rateizzato viene percepito come un gesto naturale, quasi privo di conseguenze. Ma tante piccole rate, sommate tra loro, possono diventare un peso insostenibile per migliaia di famiglie. È così che nasce il sovraindebitamento: non da un grande debito, ma da tanti piccoli impegni economici che finiscono per comprimere il reddito disponibile e compromettere la serenità familiare”.

L’Unione Consumatori Italiani sottolinea di essere vicina al comparto turistico italiano, uno dei principali asset strategici dell’economia nazionale.

“Il turismo rappresenta una ricchezza straordinaria per il nostro Paese e va sostenuto con convinzione – afferma il Segretario Federale – Le imprese del settore hanno bisogno di consumatori che possano viaggiare, spendere e vivere esperienze. Ma la crescita del turismo non può poggiare sull’indebitamento delle famiglie. Sarebbe un equilibrio solo apparente e destinato, nel lungo periodo, a produrre effetti negativi sia per i cittadini sia per lo stesso sistema economico”.

Per l’UCI è quindi necessario avviare una riflessione generale sul rapporto tra innovazione finanziaria, consumo ed educazione economica.

“Non intendiamo demonizzare strumenti che possono avere una loro utilità – precisa Albanese – Dobbiamo però leggere i fenomeni prima che diventino emergenze e i dati che rileviamo rappresentano un campanello d’allarme: continuare a considerare normale finanziare con il debito spese non essenziali significa aggravare una fragilità economica sempre più diffusa. Arriverà il momento in cui il sistema presenterà il conto e sarà un serio problema socio-economico per l’intera economia nazionale”.

“La prevenzione è la prima forma di tutela dei consumatori – conclude Massimiliano Albanese – La storia ci insegna che le grandi crisi economiche e sociali non nascono all’improvviso. Si alimentano lentamente, attraverso comportamenti che all’inizio sembrano innocui. Oggi siamo ancora in tempo per evitare che una tendenza di mercato si trasformi in una vera piaga socio-economica. Il nostro dovere è agire ora, promuovendo una cultura del credito responsabile e della sostenibilità finanziaria delle famiglie italiane. Difendere i consumatori significa anche proteggerli dai rischi che ancora non vedono”.