Il Trattamento Economico Complessivo (TEC) è un concetto fondamentale introdotto dal Decreto “1 maggio” n. 62 del 2026, che ha come obiettivo quello di definire il “salario giusto” in conformità con l’articolo 36 della Costituzione italiana. Questo parametro non si limita al solo minimo tabellare, ma include una serie di voci retributive fisse e continuative.
Secondo l’articolo 7, comma 4-bis del decreto, il TEC comprende: voci retributive fisse e continuative, mensilità aggiuntive come la tredicesima e la quattordicesima, indennità fisse previste dal contratto collettivo, prestazioni di welfare contrattuale per tutti i dipendenti e altri istituti economici definiti dai CCNL. Sono invece escluse le voci retributive variabili e discrezionali, come premi individuali e bonus una tantum.
Perché il TEC supera i minimi tabellari
Prima dell’introduzione del TEC, i minimi tabellari dei contratti collettivi nazionali (CCNL) erano l’unico parametro per valutare la proporzionalità della retribuzione. Tuttavia, il DL 62/2026 ha stabilito una soglia più alta e articolata, richiedendo ai datori di lavoro di considerare l’intero pacchetto retributivo, comprese le mensilità aggiuntive e le indennità contrattuali, per garantire che il salario rispetti il livello del TEC definito dal contratto leader del settore.
Individuazione del contratto leader
Il contratto leader viene identificato in base a criteri merceologici, considerando il settore e la categoria produttivi, l’attività principale del datore di lavoro e la sua dimensione giuridica. In assenza di un contratto specifico, si fa riferimento al CCNL più pertinente all’attività svolta.
Infine, il TEC individuale rappresenta un requisito minimo per accedere a incentivi e agevolazioni, sottolineando l’importanza di un trattamento economico equo e conforme alle normative vigenti.