Il Decreto Lavoro 2026 (D.L. n. 62/2026, convertito in legge n. 112/2026) introduce un’importante novità con l’articolo 16-quater, che disciplina il “distacco per finalità di salvaguardia occupazionale e continuità produttiva”. Questa misura temporanea, valida fino al 31 dicembre 2029, offre alle imprese un nuovo strumento per gestire crisi non strutturali, evitando il ricorso alla cassa integrazione o ai licenziamenti.
Il distacco consente di trasferire lavoratori presso un’altra azienda, anche se operante in un settore economico diverso e con un contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) differente. Tuttavia, è fondamentale che il distacco sia finalizzato a obiettivi specifici, tra cui la salvaguardia dei livelli occupazionali, la continuità produttiva, la conservazione delle competenze professionali, la limitazione della sospensione dell’attività e la riduzione dell’uso degli ammortizzatori sociali o la prevenzione di esuberi.
Per rendere operativa questa norma, è atteso un decreto attuativo del Ministero del Lavoro, che dovrà essere emanato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, quindi entro il 26 agosto 2026. Questo decreto stabilirà eventuali limiti e tutele per i lavoratori coinvolti e coordinerà le nuove disposizioni con gli istituti già esistenti per la gestione delle crisi aziendali.
Una delle principali novità rispetto alla disciplina ordinaria è che il distacco può avvenire anche in assenza dell’interesse dell’azienda distaccante, un requisito che in passato era considerato essenziale. Questa modifica rappresenta un cambiamento significativo rispetto all’articolo 30 del D.Lgs. 276/2003, che richiedeva un interesse specifico del datore di lavoro distaccante.
Inoltre, il nuovo articolo si sovrappone parzialmente all’articolo 8, comma 3, della legge n. 236/1993, che già consentiva accordi sindacali per il distacco temporaneo volto a evitare riduzioni di personale, ammettendo anche il riaddebito dei costi all’impresa ospitante.
In attesa del decreto ministeriale, le aziende possono iniziare a prepararsi per l’implementazione di queste nuove regole, che potrebbero avere un impatto significativo sulla gestione delle risorse umane e sulla continuità operativa in situazioni di crisi.