Il comparto agricolo rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia locale, confermandosi come un elemento distintivo di un territorio che è, di fatti, al top nel Centro Italia. La solidità delle aziende locali e la costanza negli investimenti tecnologici rendono la Tuscia un attore di primo piano nel panorama agroalimentare, mettendo in luce una capacità di valorizzazione delle risorse naturali che si riflette direttamente sulla crescita economica complessiva della zona.
La ricchezza generata dal settore primario
Il peso dell’agricoltura viterbese si riflette direttamente sulla ricchezza del territorio. Il valore della produzione lorda vendibile si attesta in una forbice compresa tra i 350 milioni e i 400 milioni di euro all’anno, secondo le rilevazioni della Camera di Commercio di Rieti-Viterbo. Questo flusso economico genera un valore aggiunto pari al 9% della ricchezza totale della provincia. Un dato di particolare rilievo se confrontato con la media nazionale italiana, ferma al 2%, che evidenzia come il legame tra il territorio e la terra sia qui quattro volte superiore rispetto al contesto del Paese, secondo i dati di Unioncamere.
Investimenti in innovazione e tecnologia
La vitalità del settore non si limita alla produzione tradizionale, ma si traduce in una forte spinta verso la modernizzazione. La provincia di Viterbo risulta estremamente dinamica nel rinnovo dei mezzi tecnici, assorbendo da sola oltre il 26% di tutti gli investimenti in tecnologie e macchinari agricoli destinati all’intero Lazio, un dato che emerge dalle analisi del Sinab. Questa capacità di spesa conferma una volontà di restare competitivi sui mercati attraverso l’innovazione dei processi produttivi.
All’interno del paniere produttivo, alcune filiere si distinguono per il loro impatto economico rilevante. Il settore delle nocciole, che vede il viterbese ai vertici nazionali per superficie coltivata sui Monti Cimini, genera un valore di circa 120 milioni di euro all’anno. A questo si aggiunge la produzione di olio d’oliva, con particolare riferimento alle zone di Canino e dell’Alta Tuscia, che contribuisce annualmente con una cifra variabile tra i 40 milioni e i 50 milioni di euro in base alle dinamiche stagionali. Infine, il comparto vitivinicolo, che spazia dalle colline di Montefiascone a Castiglione in Teverina, apporta tra i 25 milioni e i 30 milioni di euro annui al totale provinciale.