La COVIP ha recentemente pubblicato le nuove direttive operative riguardanti l’adesione automatica ai fondi pensione, in vigore dal 2026, attraverso la Deliberazione del 19 giugno 2026. Queste linee guida, che abrogano le precedenti del 2008, chiariscono diversi aspetti pratici legati all’applicazione della legge n. 199/2025.
In particolare, il documento affronta questioni cruciali come la destinazione del TFR quando ci sono più fondi disponibili, le modalità di rinuncia e le esclusioni applicabili. È fondamentale per i datori di lavoro comprendere le nuove regole prima di iniziare i versamenti.
Definizione e Esclusioni
Secondo le direttive, un “lavoratore di prima assunzione” è colui che viene assunto per la prima volta come dipendente, senza considerare il settore o la qualifica. Tuttavia, sono esclusi dall’adesione automatica i lavoratori domestici e coloro con contratti a tempo determinato inferiori a 60 giorni. Inoltre, se il contratto termina prima di questo termine, non si applica l’adesione automatica.
Un’altra esclusione riguarda i lavoratori con una retribuzione annua lorda inferiore all’assegno sociale, che possono decidere di non destinare la propria quota contributiva alla previdenza complementare, sebbene il TFR confluisca comunque nel fondo.
Gerarchia dei Fondi e Obblighi per i Datori di Lavoro
Le direttive stabiliscono una chiara gerarchia per la destinazione del TFR. In assenza di un accordo aziendale, il TFR andrà al fondo al quale è iscritto il maggior numero di lavoratori. Se non ci sono accordi collettivi, il TFR confluirà nel fondo COMETA, senza obbligo di contribuzione.
È importante che i datori di lavoro verifichino che il fondo di destinazione rispetti le nuove istruzioni COVIP sui criteri minimi di investimento, poiché i versamenti non possono essere effettuati se il fondo non è adeguato.
Per ulteriori dettagli e per scaricare una checklist degli adempimenti, i datori di lavoro possono consultare le risorse disponibili.