Il Masaf, con il decreto del 1° luglio 2026 pubblicato il 24 agosto, ha definito le regole per la concessione dei contributi destinati alla valorizzazione e alla salvaguardia dei prodotti agricoli e alimentari DOP e IGP, oltre che delle bevande spiritose contraddistinte da indicazioni geografiche. La dotazione complessiva ammonta a 3.011.726,01 euro e potrà essere aumentata con un successivo provvedimento ministeriale.
Il contributo massimo riconoscibile è fissato in 250mila euro per beneficiario. La misura non è rivolta direttamente alla generalità delle singole aziende agricole, ma a soggetti associativi e organismi impegnati nella tutela delle indicazioni geografiche.
Beneficiari e attività ammesse
Possono presentare una richiesta i Consorzi di tutela, gli organismi associativi degli stessi consorzi e le associazioni temporanee costituite tra uno o più di questi soggetti. Sono ammessi anche enti e organismi senza scopo di lucro che abbiano tra i propri soci consorzi riconosciuti dal Masaf o associazioni di consorzi riconosciute dal Ministero, a condizione che lo statuto preveda la valorizzazione delle Indicazioni Geografiche e dei prodotti agroalimentari DOP e IGP.
Ogni richiedente può presentare una sola domanda. Consorzi e organismi associativi non possono, inoltre, inoltrare una richiesta individuale e partecipare contemporaneamente a quella di un’associazione temporanea. Tra gli esclusi figurano le grandi imprese, le imprese in difficoltà, salvo le eccezioni previste dalla normativa europea, e i destinatari di ordini di recupero pendenti relativi ad aiuti di Stato dichiarati illegittimi e incompatibili con il mercato interno.
Il contributo rimborsa i costi ammissibili effettivamente sostenuti per iniziative di valorizzazione, anche internazionale, e di salvaguardia delle produzioni. Sono finanziabili la partecipazione e l’organizzazione di fiere, esposizioni e concorsi, le pubblicazioni informative, le attività dimostrative, la promozione dell’innovazione, gli scambi tra aziende e le visite presso imprese agricole. Rientrano nella misura anche la formazione professionale, i seminari, le conferenze, il coaching e i progetti di ricerca e sviluppo, compresi quelli legati alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Percentuali, requisiti e scadenza
L’intensità dell’aiuto varia in base alla tipologia di prodotto e all’attività realizzata. Per fiere, pubblicazioni e attività dimostrative, informative e di promozione dell’innovazione, il sostegno arriva al 50% dei costi ammissibili per gli altri prodotti agricoli e alimentari e al 70% per i prodotti agricoli. Per formazione professionale e ricerca e sviluppo, il limite è rispettivamente del 70% e del 90%, secondo le condizioni previste dalla disciplina europea richiamata dal decreto.
I richiedenti devono dimostrare capacità tecnico-organizzativa e la disponibilità di mezzi e strumenti adeguati. Sono richiesti anche la regolarità contributiva attestata dal DURC, la regolarità fiscale, il rispetto degli obblighi in materia di sicurezza e lavoro, l’assenza delle procedure concorsuali indicate dal provvedimento e di contenziosi con la Pubblica Amministrazione. I requisiti devono essere dichiarati ai sensi del Dpr 445/2000 da ciascun componente di un’eventuale associazione temporanea.
La domanda deve essere trasmessa esclusivamente tramite PEC all’Ufficio PQA I entro le ore 23:59 del trentesimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto sul sito del Ministero, quindi entro la mezzanotte del 23 settembre 2026. Se il termine cade in un giorno festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo utile. Per le associazioni temporanee va allegato un protocollo d’intesa; la richiesta può essere presentata anche da un’associazione non ancora costituita, nel rispetto delle condizioni stabilite dal decreto.
I progetti vengono valutati sulla base dei criteri dell’Allegato A e devono raggiungere almeno 30 punti. L’idoneità non garantisce automaticamente l’assegnazione delle risorse, che sono distribuite in proporzione al punteggio ottenuto e nei limiti della dotazione disponibile. È previsto, compatibilmente con la disponibilità di cassa, un anticipo del 50% del contributo richiesto, previa fideiussione bancaria o assicurativa. Le attività devono concludersi entro 12 mesi dalla notifica del decreto di concessione, salvo le eventuali proroghe previste.