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Enti locali, pre-intesa per 404mila dipendenti: aumenti fino a 154 euro. Nuove regole sull’intelligenza artificiale

Aran e sindacati firmano il rinnovo 2025-2027. Incremento medio a regime di 152 euro lordi nei Comuni, arretrati stimati in 1.136 euro e un fondo statale per ridurre il divario con le amministrazioni centrali

Enti locali, pre-intesa per 404mila dipendenti: aumenti fino a 154 euro. Nuove regole sull’intelligenza artificiale

E’ stata firmata il 21 luglio 2026, nella sede dell’Aran, l’ipotesi di rinnovo del Contratto collettivo nazionale delle Funzioni locali per il triennio 2025-2027.

L’intesa interessa 403.617 dipendenti non dirigenti di Comuni, Regioni, Province, Città metropolitane, Camere di commercio e altri enti del comparto. Copre il periodo dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027 ed è stata sottoscritta da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa Ral.

Il negoziato si è chiuso meno di cinque mesi dopo la firma definitiva del precedente contratto 2022-2024. Anche la Fp Cgil, che non aveva firmato quel rinnovo, ha aderito alla nuova pre-intesa.

Aumenti tra 118 e 154 euro lordi

Il contratto è finanziato con circa 989 milioni di euro annui a regime dal 2027. Gli aumenti saranno riconosciuti progressivamente con decorrenza dal 2025, dal 2026 e dal 2027, includendo le anticipazioni già erogate.

A regime, l’incremento tabellare mensile per tredici mensilità sarà di:

  • 108,95 euro per gli operatori;
  • 113,53 euro per gli operatori esperti;
  • 127,63 euro per gli istruttori;
  • 138,52 euro per funzionari ed elevate qualificazioni.

Dal 1° luglio 2027 aumenterà anche l’indennità di comparto. Sommando le due componenti, l’incremento mensile lordo raggiungerà 118,69 euro per gli operatori, 125,35 euro per gli operatori esperti, 141,40 euro per gli istruttori e 154,13 euro per funzionari ed elevate qualificazioni.

Il netto varierà in base all’inquadramento e alla situazione fiscale individuale.

Un fondo specifico per i Comuni

Secondo l’Aran, l’aumento medio complessivo sarà di circa 152 euro lordi mensili per il personale dei Comuni e di 141 euro per quello degli altri enti.

La differenza deriva dal nuovo fondo statale destinato ai Comuni: 50 milioni di euro nel 2027 e 100 milioni annui dal 2028, da utilizzare per aumentare il trattamento accessorio.

Le risorse saranno distribuite in base al numero dei dipendenti. L’obiettivo è ridurre gradualmente il divario salariale tra gli enti locali e le Funzioni centrali. La Fp Cgil ha definito l’accordo un “primo, fondamentale passo”, chiedendo però ulteriori stanziamenti nella prossima legge di Bilancio.

Arretrati medi da 1.136 euro

Gli arretrati medi stimati dall’Aran, calcolati con riferimento a ottobre 2026, ammontano a circa 1.136 euro lordi per dipendente. L’importo effettivo dipenderà dall’area professionale, dalla durata del rapporto, dalle anticipazioni già ricevute e dalla data della firma definitiva.

La pre-intesa non è ancora operativa

Il testo firmato è un’ipotesi di contratto. Dovrà superare le verifiche di compatibilità economica, i passaggi governativi e la certificazione della Corte dei conti. Solo dopo la firma definitiva il contratto acquisterà efficacia. Aumenti e arretrati non arriveranno quindi automaticamente nella prima busta paga successiva alla pre-intesa.

Il presidente dell’Aran Antonio Naddeo ha sottolineato che il rinnovo è stato raggiunto “nei tempi giusti”, evitando i ritardi che hanno caratterizzato molti precedenti contratti pubblici.

Prime regole contrattuali sull’intelligenza artificiale

Il rinnovo introduce un titolo dedicato all’intelligenza artificiale negli enti locali. I sistemi algoritmici dovranno essere sicuri, trasparenti e rispettosi della dignità e dei dati personali. Prima di introdurre strumenti che incidano sull’organizzazione o sul rapporto di lavoro, gli enti dovranno informare preventivamente i sindacati.

Le amministrazioni dovranno spiegare finalità, dati utilizzati e possibili conseguenze su carichi, sicurezza, orari e valutazione della performance. Le decisioni con effetti giuridici o rilevanti sul dipendente non potranno essere affidate esclusivamente a un sistema automatizzato. Sarà sempre necessario un intervento umano e la responsabilità finale resterà ai dirigenti.

Il lavoratore avrà inoltre diritto a conoscere, in modo comprensibile, i criteri generali degli algoritmi utilizzati. Viene riconosciuta anche la figura del social media e digital manager.

Più flessibilità per genitori e caregiver

Il contratto amplia gli strumenti di conciliazione tra lavoro e vita privata.

L’orario multiperiodale potrà adattare le ore settimanali ai periodi di maggiore o minore attività. Le fasce di entrata e uscita potranno essere estese, con priorità per genitori, persone con disabilità, caregiver, volontari e lavoratori residenti lontano dalla sede. I congedi parentali potranno essere utilizzati anche su base oraria. Sono inoltre rafforzate le tutele per i genitori di figli minorenni con patologie oncologiche, croniche o invalidanti.

Ferie, indennità e formazione

Durante le ferie continuerà a essere riconosciuta la normale retribuzione. In presenza dei requisiti previsti, sarà corrisposta anche un’indennità calcolata su turni, servizio esterno e particolari condizioni di lavoro, quando il valore raggiunge almeno 3 euro al giorno.

Gli enti dovranno destinare alla formazione almeno l’1% del monte salari, con particolare attenzione a competenze digitali, intelligenza artificiale, cambiamenti organizzativi e progressioni professionali.

La formazione disposta dall’amministrazione sarà considerata servizio effettivo e si svolgerà durante l’orario di lavoro. Per i dipendenti con disabilità sono previste modalità accessibili, strumenti compensativi e percorsi di affiancamento. Per le attività compatibili, il lavoro a distanza potrà essere utilizzato come forma di “ragionevole accomodamento”.

Welfare e tutela dall’inflazione

La contrattazione integrativa potrà finanziare misure di welfare: sostegno alle famiglie, contributi per l’istruzione dei figli, polizze sanitarie, prestiti, iniziative culturali e mobilità sostenibile. Nel luglio 2027, Aran e sindacati verificheranno l’andamento delle retribuzioni rispetto all’inflazione. Sono previsti anche obblighi informativi sulla parità salariale tra uomini e donne.

Per limitare gli effetti dei futuri ritardi contrattuali, dal mese di aprile successivo alla scadenza sarà riconosciuta un’anticipazione pari al 30% dell’inflazione IPCA prevista, che salirà al 50% dopo sei mesi.

I capitoli ancora aperti

Restano da approfondire alcuni temi. Le parti dovranno intervenire sul personale educativo e scolastico e sull’inquadramento dei dipendenti dei servizi demografici.

Per la Polizia locale sarà invece aperto un tavolo tecnico sulle criticità da affrontare nel prossimo rinnovo.

L’accordo prova infine a rispondere alla difficoltà degli enti locali nel trattenere e assumere tecnici, informatici, funzionari e specialisti. Secondo Anci, retribuzioni più adeguate sono indispensabili per difendere il potere d’acquisto e conservare le competenze. Servono però finanziamenti stabili, evitando che i costi ricadano interamente sui bilanci dei Comuni, soprattutto quelli più piccoli.