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Chiarimenti sul nuovo regime di adempimento collaborativo 2026

Analisi e chiarimenti sul regime di adempimento collaborativo 2026.

La Circolare n. 6/E del 6 agosto 2026 dell’Agenzia delle Entrate segna un’importante evoluzione nel regime di adempimento collaborativo, alla luce delle riforme introdotte con la legge delega n. 111/2023 e i decreti attuativi. Questo documento fornisce un quadro sistematico e completo della **cooperative compliance**, analizzando premi e modalità di interazione con l’Amministrazione.

Strutturato in una parte generale e in una parte speciale a schema “domanda-risposta”, la Circolare raccoglie i risultati di confronti condotti con il Forum delle imprese e le associazioni di categoria. L’articolo esplora i punti chiave di questa iniziativa normativa, con un focus sul Decreto Omnibus approvato il 4 agosto 2026.

Premesse e Obiettivi

Il regime di adempimento collaborativo è stato introdotto nel 2015 attraverso il decreto legislativo n. 128. Si basa sul principio di “trasparenza in cambio di certezza”, dove i contribuenti, supportati da un adeguato **Tax Control Framework (T.C.F.)**, hanno la possibilità di rivelare i rischi fiscali per ricevere risposte rapide dall’Amministrazione. Con la legge delega n. 111/2023, sono stati ampliati i requisiti per l’accesso e sono stati potenziati gli effetti premiali associati a questo regime.

Modifiche al Regime di Accesso

Il nuovo perimetro di accesso è stato ridefinito per includere, nel 2028, soglie più abbordabili: si passa dagli originari dieci miliardi di euro alle attuali previsioni di cinquecento milioni di euro nel 2026 e cento milioni di euro nel 2028. La Circolare delinea un cronoprogramma preciso che istituisce queste soglie per le imprese che desiderano adottare il T.C.F.

Inoltre, il decreto correttivo ha cambiato il criterio di accesso per i gruppi di imprese, passando da un consolidato fiscale a un gruppo civilistico, estendendo così i benefici a una più ampia gamma di imprese.

Certificazione del T.C.F.

La certificazione del **T.C.F.** deve essere rilasciata da professionisti terzi, che siano iscritti negli albi del Consiglio Nazionale Forense o del CNDCEC. È fondamentale che il contribuente assicuri l’indipendenza del certificatore, poiché eventuali irregolarità nella certificazione potrebbero compromettere l’accesso o la permanenza nel regime. La Circolare specifica anche che la **Risk & Control Matrix** deve essere elaborata con attenzione, seguendo le Linee Guida aggiornate dal 2025 a oggi.

In conclusione, il nuovo regime rappresenta un passo avanti nel miglioramento della compliance fiscale, creando opportunità per le imprese attente alla gestione del rischio fiscale in un contesto normativo sempre più complesso.