Le famiglie viterbesi stanno affrontando un periodo di austerità, rinunciando all’acquisto di auto nuove e orientandosi verso veicoli di seconda mano e piccoli investimenti per la casa e la tecnologia. Nel 2025, la spesa complessiva per beni durevoli nella Tuscia ha raggiunto i 373 milioni di euro, con un calo del 2,9% rispetto all’anno precedente. Secondo i dati della 32esima edizione dell’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, la spesa media per ogni nucleo familiare è stata di 2.571 euro, con una flessione del 3,3%.
Il crollo delle auto nuove e il riscatto dell’usato
Il settore della mobilità nella Tuscia presenta due facce opposte. La spesa per auto nuove è crollata a 79 milioni di euro, segnando una contrazione del 14,8%. Al contrario, il mercato dell’usato ha visto una crescita, raggiungendo 129 milioni di euro con un incremento dell’1,7%. I motoveicoli, invece, hanno mantenuto una spesa di 13 milioni di euro, subendo una flessione dell’1,3%.
Telefonia al top e gli altri acquisti per la casa
Se il mercato delle auto nuove è in difficoltà, la tecnologia portatile e gli accessori per la casa mostrano segni di vitalità. La telefonia è il comparto più dinamico, con una spesa che ha raggiunto 32 milioni di euro, in aumento del 4,7%. Anche gli elettrodomestici hanno visto una crescita, arrivando a 27 milioni di euro (+1,8%). Tuttavia, i mobili hanno registrato una spesa di 79 milioni di euro, perdendo l’1%, mentre l’information technology è scesa a 7 milioni di euro con un calo del 5,7%.
Un dato curioso emerge dal confronto tra spese: per la prima volta, i viterbesi hanno speso la stessa cifra, 79 milioni di euro, sia per arredare la casa che per acquistare auto nuove, segno di un cambiamento nelle priorità economiche.
Il calo del 2,9% registrato a Viterbo si inserisce in un contesto regionale dove il Lazio ha visto una diminuzione complessiva del 2,7%. Frosinone ha registrato il calo più significativo con un 4,3%, mentre Roma rimane il motore economico con 5 miliardi 596 milioni di euro spesi, nonostante una flessione del 2,7%. Latina ha limitato le perdite all’1,8%, mentre Rieti ha chiuso con 185 milioni di euro e una contrazione del 2,3%, risultando la provincia con la spesa media più bassa in elettronica di consumo.