Una nuova giornata di violenza ha segnato la protesta No Tav in Val di Susa (Piemonte). Durante la manifestazione, alla quale hanno preso parte circa 20mila persone, gruppi di attivisti incappucciati hanno assaltato i cantieri dell’Alta Velocità di San Didero e Chiomonte, dando vita a duri scontri con le forze dell’ordine. Il bilancio aggiornato parla di oltre 120 agenti feriti, 450 persone identificate, mezzi incendiati e ingenti danni alle infrastrutture.

Assalto ai cantieri
La manifestazione è partita da Venaus e si è successivamente divisa in due tronconi, raggiungendo i cantieri Tav di San Didero e Chiomonte.
Secondo la ricostruzione dei fatti, gruppi di antagonisti vestiti di nero, con caschi e maschere antigas, hanno attaccato le forze dell’ordine schierate a difesa delle aree di cantiere lanciando pietre, bottiglie, bombe carta e razzi, anche mediante mortai artigianali.
Le forze dell’ordine hanno risposto utilizzando lacrimogeni e idranti per respingere gli assalti.
Mezzi incendiati e danni
A Chiomonte alcuni manifestanti sono riusciti a entrare nell’area del cantiere, dove hanno dato fuoco ad alcuni mezzi della polizia. Le fiamme si sono poi propagate anche all’interno del cantiere.
Il bilancio provvisorio dei danni comprende quattro camionette incendiate, due dei Carabinieri e due della Guardia di Finanza, oltre a danni significativi alle strutture del cantiere. Al momento non risultano feriti tra gli operai di Telt, mentre resta da quantificare l’entità complessiva dei danni e i tempi necessari per il ripristino delle attrezzature.
Oltre 120 agenti feriti
Come riferito dall’Ansa, il numero dei feriti tra le forze dell’ordine è stato aggiornato nelle ore successive agli scontri e supera quota 120.
Nel dettaglio, sono rimasti feriti 58 poliziotti, 48 carabinieri e 20 militari della Guardia di Finanza.
Contestualmente sono state identificate 450 persone, mentre proseguono le attività investigative e i rilievi nei cantieri interessati dagli assalti.
Mattarella chiama Piantedosi
La gravità degli scontri ha provocato immediate reazioni istituzionali.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha contattato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per esprimere vicinanza e solidarietà agli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti durante gli scontri.
Le reazioni politiche
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condannato duramente quanto accaduto, affermando che “chi incendia mezzi e aggredisce le forze dell’ordine non difende un’idea, ma attacca lo Stato“, ribadendo che “la violenza No Tav non piegherà lo Stato“.
Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza…
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) July 25, 2026
Condanne sono arrivate anche da esponenti della maggioranza, tra cui Antonio Tajani e Matteo Salvini, ma anche da rappresentanti dell’opposizione come Carlo Calenda, Matteo Renzi, Angelo Bonelli e parlamentari del Movimento 5 Stelle, che hanno preso le distanze dalle violenze avvenute durante la manifestazione.
MANO PESANTE CON QUESTI CRIMINALI! pic.twitter.com/vYoPF63JL6
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) July 25, 2026
Indagini in corso
Dalla serata degli scontri le forze dell’ordine stanno effettuando rilievi nei cantieri dell’Alta Velocità per documentare i danni e raccogliere elementi utili alle indagini.
Gli accertamenti dovranno chiarire le responsabilità degli assalti e consentire di quantificare i danni provocati alle infrastrutture e ai mezzi impiegati nei cantieri della Tav in Val di Susa.