Una gestione burocratica automatica ha rischiato di compromettere la stabilità occupazionale di decine di operatori sanitari della ASL TO4. La Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria Locale ha prontamente chiarito che l’invio delle lettere di risoluzione del rapporto di lavoro, indirizzate al personale del comparto a tempo determinato, è scattato in modo del tutto automatico da parte del Servizio Amministrazione del Personale. Questa massiva spedizione non ha beneficiato della necessaria e preventiva condivisione con i vertici aziendali.
Stabilizzazione del personale alla ASL TO4: revocate le lettere di licenziamento dopo la denuncia di NurSind
La Direzione Generale aveva infatti temporaneamente sospeso l’efficacia della deliberazione riguardante la stabilizzazione di questo specifico personale. Tale attesa era finalizzata allo svolgimento di un confronto istituzionale fondamentale con la Regione Piemonte, programmato e svoltosi nella giornata di venerdì 10 luglio. L’esito del tavolo regionale ha confermato la validità della linea strategica: le recenti disposizioni regionali non sono affatto orientate a bloccare o sospendere il reclutamento delle risorse umane, bensì mirano a garantire una rigorosa coerenza tra i fabbisogni reali delle strutture, i modelli organizzativi applicati e le risorse finanziarie effettivamente disponibili.
Per porre rimedio immediato al disguido, il Servizio Amministrazione del Personale dell’Azienda Sanitaria si è già attivato per l’invio di una formale lettera di annullamento del licenziamento a tutti i professionisti coinvolti. Questo provvedimento permette il contestuale ripristino della normale attività lavorativa. I vertici aziendali hanno tenuto a ribadire la massima attenzione alla tutela dei lavoratori e alla continuità dei servizi sanitari offerti ai cittadini, confermando la piena volontà di dare seguito ai percorsi di stabilizzazione già pianificati in precedenza.
La denuncia del Nursind: la lettera di condanna del sindacato
La rassicurazione dell’Azienda Sanitaria giunge in un momento di altissima tensione sindacale, innescato da una dura e formale lettera di condanna trasmessa dalla Segreteria territoriale del Nursind di Torino. L’organizzazione sindacale ha espresso una posizione di ferma contrarietà nei confronti della Direzione Generale dell’ASL TO4, stigmatizzando duramente la gestione del personale precario prossimo alla scadenza contrattuale.
All’interno del documento inviato ai vertici della sanità locale, il Nursind ha definito inammissibile e priva di logica la scelta iniziale di non procedere alla stabilizzazione di circa venti lavoratori del comparto, tra i quali figurano operatori socio-sanitari, infermieri, ostetriche e personale amministrativo. Secondo quanto evidenziato dal sindacato, la criticità appariva immediata e drammatica, poiché una quota compresa tra gli otto e i dieci lavoratori rischiava di rimanere a casa entro la giornata di mercoledì 15 luglio, nonostante il possesso dei requisiti di legge.
I rappresentanti dei lavoratori hanno sottolineato come il personale coinvolto avesse regolarmente maturato i diciotto mesi di servizio previsti dalla normativa vigente per accedere alla stabilizzazione e avesse partecipato con regolarità al relativo bando pubblico. La contestazione sindacale si è inasprita a causa della ricezione della comunicazione di cessazione, arrivata ai lavoratori senza che venissero inizialmente riconosciute le ferie accumulate e le ore di lavoro regolarmente maturate. Come dichiarato da Giuseppe Summa, Segretario Territoriale NURSIND Torino, e Antonio De Feo, Dirigente Sindacale ASL TO4, lasciare a casa chi garantisce ogni giorno l’assistenza ai cittadini rappresenta un danno incalcolabile per l’utenza e per i servizi, oltre che per i lavoratori stessi.
Laconico, dopo la marcia indietro dell’Asl, Summa: “Bene l’annullamento dei licenziamenti lampo all’ASL TO4, ma lo scaricabarile della Direzione Generale sui propri uffici è uno spettacolo di cui non si ravvisava la necessità”.
Le contraddizioni politiche e la richiesta di intervento regionale
Nella missiva del Nursind viene contestato il fatto che l’Azienda si sia inizialmente trincerata dietro la nota della Regione Piemonte che invitava alla sospensione dei nuovi reclutamenti. Una giustificazione che è entrata in palese contraddizione con le dichiarazioni pubbliche dell’Assessore Regionale alla Sanità, Federico Riboldi, il quale aveva specificato che la disposizione non era finalizzata a un blocco totale delle assunzioni. Alla luce di questa divergenza interpretativa, il sindacato ha richiamato l’Assessore al dovere politico di intervenire tempestivamente per interrompere quella che definiscono una lettura distorta delle direttive regionali da parte della Direzione dell’ASL TO4.
L’affondo del Nursind si concentra sulla natura stessa del provvedimento: la vertenza non riguarda l’attivazione di nuovi contratti o di ulteriori posizioni lavorative, bensì la stabilizzazione di personale già pienamente inserito nei turni, operativo, formato e fondamentale per preservare la continuità delle cure all’interno dei presidi ospedalieri e territoriali. La perdita di tali competenze professionali avrebbe rappresentato, secondo la sigla sindacale, un danno gravissimo per l’intera comunità.
Infine, la lettera del sindacato registra con forte amarezza l’applicazione di due pesi e due misure nella gestione delle risorse umane. Pur specificando di non avere alcuna preclusione nei confronti del personale medico, il Nursind ha evidenziato l’incongruenza di un sistema che interrompeva la stabilizzazione del comparto sanitario e amministrativo mentre continuava a procedere regolarmente con le delibere per l’assunzione di nuovi medici. La formale richiesta di riscontro e di prosecuzione delle procedure, indirizzata al Direttore Generale Luigi Vercellino, trova ora una risposta parziale e distensiva nelle precisazioni fornite dall’azienda, la quale ha imboccato la via della risoluzione del conflitto attraverso l’annullamento dei licenziamenti automatici.
La nota dell’assessore Riboldi
Così, in una nota, l’assessore Federico Riboldi: “Desidero ribadire quanto già affermato nei giorni scorsi: la nota regionale emanata nell’ambito del monitoraggio della spesa sanitaria non è stata concepita per bloccare indiscriminatamente le assunzioni o le procedure di stabilizzazione già avviate, ma per garantire una gestione uniforme e sostenibile del personale in tutte le aziende sanitarie piemontesi, considerata la necessità di gestire al meglio le 4200 assunzioni che sono state fatte in più oltre il turnover, che comportano un investimento per il sistema sanitario di circa 200 milioni l’anno.
Proprio per questo motivo ho già chiesto agli uffici regionali un approfondimento urgente con la Direzione dell’ASL TO4 per verificare la situazione e accertare che le disposizioni regionali siano state applicate correttamente.
La stabilizzazione del personale che ha maturato i requisiti previsti dalla legge rappresenta un valore importante per il Servizio sanitario regionale, perché consente di trattenere professionisti già formati, garantire continuità assistenziale e valorizzare il lavoro svolto durante questi anni”.