Niente stop strutturale ai veicoli Diesel Euro 5 in Piemonte. La Regione diventa la prima del Bacino Padano a evitare il blocco previsto dal decreto governativo, grazie a un aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell’aria che introduce un pacchetto di misure compensative che riguarda in particolare l’area metropolitana di Torino e Novara.
La Regione ha dimostrato, attraverso uno studio tecnico-scientifico, che un insieme di interventi su mobilità, energia, agricoltura e innovazione può assicurare risultati analoghi sul fronte della qualità dell’aria. Il nuovo Piano nasce dal lavoro della Struttura speciale istituita lo scorso anno e composta da tecnici regionali, Arpa Piemonte, Ires, Province, Città Metropolitana di Torino, Politecnico di Torino, Università di Torino, Università del Piemonte Orientale ed enti di ricerca. Le analisi evidenziano risultati comparabili per i principali inquinanti monitorati dalla normativa europea: biossido di azoto, PM10 e PM2.5. Tra gli interventi più significativi figura uno stanziamento di 14 milioni di euro per incentivare l’utilizzo del biocarburante HVO sia sui mezzi del trasporto pubblico sia sulle auto private Diesel Euro 5 ed Euro 6. Il contributo, compreso tra 50 e 100 euro l’anno attraverso una carta carburante dedicata, dovrebbe entrare in funzione dall’inverno 2026 e punta a ridurre le emissioni senza attendere il ricambio del parco circolante.
Altri 44 milioni saranno destinati a interventi per la mobilità sostenibile e la riqualificazione urbana: incentivi al car sharing, utilizzo della bicicletta e dei mezzi pubblici negli spostamenti casa-lavoro, realizzazione di velostazioni, nuove aree pedonali e Zone 30.
Previsti anche progetti sperimentali per il miglioramento della qualità dell’aria, come cubi filtranti alimentati da energie rinnovabili, sistemi di nebulizzazione per abbattere il particolato e materiali fotocatalitici applicati alle infrastrutture urbane capaci di catturare parte degli inquinanti atmosferici.
Sul fronte della mobilità saranno investiti inoltre 11,5 milioni di euro per applicare sistemi di intelligenza artificiale alla gestione del traffico, con regolazione dinamica dei flussi e dei limiti di velocità. Le prime sperimentazioni partiranno nell’area torinese già dal prossimo autunno.
Importanti risorse sono destinate anche all’agricoltura e al riscaldamento domestico. Dieci milioni finanzieranno colture di copertura in grado di ridurre le emissioni di ammoniaca, mentre altri 14,4 milioni serviranno a incentivare la manutenzione o la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti con sistemi più efficienti.
«Abbiamo lavorato per evitare un provvedimento che avrebbe interessato circa 307 mila veicoli in Piemonte – spiegano il presidente Alberto Cirio e l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati – La strategia adottata permette di rispettare gli obiettivi europei senza penalizzare famiglie e imprese, puntando su innovazione, ricerca e incentivi».
Secondo Marnati, i dati confermano inoltre un miglioramento costante della qualità dell’aria regionale. Un trend confermato anche da Arpa Piemonte, che registra i valori medi più bassi della serie storica per biossido di azoto e polveri sottili, pur evidenziando come in alcune stazioni urbane permangano criticità legate ai superamenti giornalieri del PM10. Il nuovo Piano si inserisce in un quadro di investimenti già avviati che comprende oltre 200 milioni di euro per l’efficientamento energetico degli edifici, incentivi ai veicoli commerciali a basse emissioni, il programma Piemove per il trasporto gratuito degli universitari e contributi per la sostituzione dei generatori di calore. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è coniugare il miglioramento della qualità dell’aria con la sostenibilità economica e sociale, evitando misure generalizzate di blocco della circolazione e privilegiando interventi diffusi e tecnologicamente avanzati.