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Earth Overshoot Day: al 30 luglio abbiamo finito le risorse della Terra a disposizione per il 2026

Fino al 31 dicembre siamo in debito ecologico con il nostro pianeta

Earth Overshoot Day: al 30 luglio abbiamo finito le risorse della Terra a disposizione per il 2026

Earth Overshoot Day, cioè il giorno in cui si esauriscono le risorse naturali annuali, superando così ciò che gli ecosistemi della Terra possono rigenerare. Una data nefasta insomma, non solo per l’umanità intera, ma anche per il nostro pianeta.

E il problema più grande sta nel fatto che, col trascorrere degli anni, questo giorno arrivi sempre più in anticipo rispetto al 31 dicembre. Nel 2026 infatti, come riferito dal Global Footprint Network, l’Earth Overshoot Day è arrivato il 30 luglio.

Un record negativo, perché dal 1972 a oggi l’umanità non aveva mai terminato così presto le risorse terrestri dell’anno. La soglia del 1° agosto, a cui eravamo arrivati nel 2024 e nel 2025, non era mai stata valicata prima.

Immagine da sito Earth Overshoot Day

La sezione arancione del grafico qui sopra mostra il periodo dell’anno in cui l’umanità entra in una fase di debito ecologico, iniziando a intaccare il capitale delle generazioni future.

“L’Earth Overshoot Day misura il divario tra la domanda di risorse dell’umanità e la capacità della Terra di rigenerarle. Un divario che dura da oltre cinquant’anni e che ha generato un deficit ecologico accumulato pari a 20,6 anni della capacità rigenerativa del Pianeta, segnale dell’enorme pressione esercitata sugli ecosistemi naturali” ha scritto in una nota WWF Italia.

Osservando il graduale andamento verso il basso dell’Earth Overshoot Day avvenuto in poco più di cinquant’anni, si può ipotizzare che, se non venissero presi dei provvedimenti globali, nei cinquant’anni a venire potremmo finire le risorse globali annuali già ad aprile, se non prima.

Consumiamo risorse pari a 1,73 pianeti Terra

Ma c’è un altro dato allarmante che il Global Footprint Network ha evidenziato riguardo all’anno in corso:

“I consumi dell’umanità sono il 73% più veloci rispetto a quanto gli ecosistemi terrestri possono rigenerarsi e ciò corrisponde a 1,73 pianeti Terra“.

Ciò che contribuisce a definire la data dell’Earth Overshoot Day è un mix di fattori ambientali:

  • automobili, centrali elettriche e fabbriche emettono più CO₂ di quanta la biosfera riesca ad assorbire;
  • si consuma più acqua dolce di quanta se ne rigeneri;
  • si abbattono più alberi di quanti ne possano ricrescere;
  • si pesca più pesce di quanto gli stock ittici possano ricostituire.

Il sovrasfruttamento delle risorse, dovuto a un crescente consumo da parte dell’umanità, esaurisce così il capitale naturale e minaccia la sicurezza economica a lungo termine su scala globale.

Il Global Footprint Network, nel rapporto speciale “Prepared for the Predictable? Overshoot and the Failure of Countries to Ready Themselves“, afferma:

“Nonostante la gravità di questo fenomeno, pochi governi nazionali considerano la sicurezza delle risorse un elemento centrale della propria pianificazione economica. Eppure l’overshoot ecologico alimenta stagflazione, insicurezza alimentare ed energetica, crisi sanitarie e conflitti”.

In questo report, il Global Footprint Network ha rilevato che la maggior parte dei Paesi tratta la sostenibilità come una questione marginale anziché come un rischio strutturale per la crescita, la stabilità fiscale e la competitività a lungo termine.

A incidere drasticamente sui consumi delle risorse terrestri annuali sono soprattutto le città:

“Pur occupando appena il 3% della superficie terrestre, le città sono responsabili di circa il 75% dei consumi energetici e del 70% delle emissioni globali di gas serra legate alle attività umane. Ma sono anche i principali motori dell’economia mondiale, generando oltre l’80% del PIL globale” scrive WWF Italia.

Esistono delle soluzioni?

Ma esistono delle soluzioni per ridurre il consumo annuale delle risorse terrestri?

Il Global Footprint Network sostiene che si potrebbe posticipare di 29 giorni l’Earth Overshoot Day attraverso l’adozione rapida e su scala globale di tecnologie oggi disponibili per accelerare la transizione energetica, puntando su efficienza, fonti rinnovabili ed eliminazione della dipendenza dai combustibili fossili, insieme a edifici e sistemi produttivi più efficienti e a una mobilità più sostenibile.

Altri cinque giorni si potrebbero guadagnare se si estendessero su larga scala soluzioni per una mobilità urbana più sostenibile: i superblock di Barcellona, ad esempio, dimostrano come una diversa organizzazione degli spazi urbani possa ridurre la dipendenza dall’auto privata e restituire spazio a mobilità sostenibile, verde e socialità.

Si potrebbe spostare la data dell’overshoot day di circa un mese se si riducesse lo spreco alimentare, favorendo diete a prevalenza vegetale e pratiche agricole più sostenibili.

Ancora cinque giorni si guadagnerebbero se si riducesse il fast-fashion, raddoppiando la vita dei capi di abbigliamento con riparazioni, riuso o seconda mano.