Era attesa per oggi la sentenza per il processo sul tragico crollo del Ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018 e costato la vita a 43 persone: l’ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci è stato condannato a 12 anni di reclusione.
La condanna
Castellucci, già condannato per la strage di Avellino, si trova attualmente nel carcere di Opera a Milano. Nei suoi confronti la procura aveva chiesto una condanna di 18 anni e sei mesi.
Il crollo del Ponte era costato la vita a 43 persone, tra cui un trentenne del Levante ligure, originario della Colombia e residente a Uscio: Henry Diaz, che stava rientrando a casa in auto in direzione del capoluogo dopo aver accompagnato un’amica a Corsico, quando è rimasto tragicamente coinvolto nel crollo della struttura.
In aula per la lettura del dispositivo il procuratore capo di Genova, Nicola Piacente, e il comitato dei parenti delle vittime rappresentati da Egle Possetti, che nel disastro ha perso la sorella, il cognato e due nipoti.
Immediate le reazioni della politica
Il commento del deputato e viceministro al Mit Edoardo Rixi.
“La sentenza di oggi segna un passaggio importante nel percorso di verità e giustizia per la tragedia del Ponte Morandi. Nessuna decisione potrà restituire le 43 vite spezzate né alleviare il dolore delle loro famiglie, alle quali va ancora una volta la mia più sincera vicinanza. Il crollo non è stato una fatalità, ma il risultato di gravi errori e omissioni da parte di chi aveva il dovere di garantire la sicurezza. È giusto che le responsabilità siano state finalmente accertate. Resta però una riflessione che non possiamo ignorare: ci saremmo augurati un percorso giudiziario più rapido. Otto anni per arrivare a una sentenza di primo grado sono un tempo lunghissimo, soprattutto per chi ha atteso giustizia convivendo ogni giorno con un dolore che non si è mai spento. Ora è il momento di guardare avanti. Nel ricordo delle vittime abbiamo il dovere di continuare a investire sulla sicurezza delle infrastrutture, affinché una tragedia come quella del 14 agosto 2018 non possa mai più ripetersi”.
Il commento del presidente del consiglio regionale, Stefani Balleari
“La sentenza di oggi rappresenta un passaggio importante nel percorso di verità e giustizia per la tragedia del Ponte Morandi. Nessuna decisione potrà restituire le 43 vite spezzate né alleviare il dolore delle loro famiglie, alle quali rinnovo la mia più sincera vicinanza. Il crollo non è stato una fatalità e le responsabilità accertate ci ricordano quanto la sicurezza delle infrastrutture debba essere una priorità assoluta, perchè la manutenzione non deve essere considerata un costo, bensì un investimento”. Il presidente conclude: “Il ricordo delle 43 vittime continua a vivere nella coscienza della nostra comunità e ci impone di non abbassare mai la guardia. Alla loro memoria dobbiamo il dovere della responsabilità, della prevenzione e dell’impegno quotidiano affinché una tragedia come quella del 14 agosto 2018 non si ripeta mai più”
La dichiarazione dell’eurodeputato PD Brando Benifei
“Nessuna sentenza potrà restituire le 43 vittime alle loro famiglie. Ma il verdetto di oggi restituisce dignità a una battaglia per la verità portata avanti con determinazione dal Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi e da chi, in questi anni, ha rifiutato ogni tentativo di derubricare quella tragedia a un evento imprevedibile. Dopo otto anni, viene finalmente affermato un principio chiaro: la tragedia del 14 agosto 2018 non è stata una fatalità, ma il risultato di responsabilità precise. Le condanne in primo grado pronunciate oggi dal Tribunale di Genova certificano il fallimento di due pilastri che avrebbero dovuto garantire la sicurezza dei cittadini. Da una parte, una gestione che ha privilegiato il profitto e il contenimento dei costi rispetto alla manutenzione e alla tutela della vita umana. Dall’altra, un sistema di vigilanza che non ha svolto fino in fondo il proprio compito, consentendo che criticità gravissime restassero senza risposte. Questa decisione ricorda a tutti che la sicurezza non è una voce di bilancio e che i controlli pubblici non possono ridursi a un adempimento formale. Quando vengono meno questi principi, il prezzo lo pagano i cittadini. In Italia tragedie simili non devono accadere mai più”
Il commento del presidente di Regione Marco Bucci
“La sentenza di oggi rappresenta un passaggio importante nel percorso di verità e giustizia per la tragedia del Ponte Morandi. Nessuna decisione potrà restituire le 43 vite spezzate il 14 agosto 2018 né colmare il dolore delle loro famiglie, alle quali rinnovo la mia più sincera vicinanza.
Da sindaco di Genova ho vissuto quella tragedia fin dal primo momento e, come commissario per la ricostruzione del nuovo ponte, ho avuto l’onore e la responsabilità di accompagnare la città in uno dei momenti più difficili della sua storia. Il ricordo di quelle vittime è sempre vivo e continuerà a guidare il nostro impegno. Questa sentenza rappresenta un passaggio significativo nel percorso di accertamento delle responsabilità. Nel pieno rispetto dell’iter giudiziario, il nostro dovere resta quello di fare tutto il possibile affinché una tragedia come quella del Ponte Morandi non possa mai più ripetersi, continuando a investire nella sicurezza delle infrastrutture, nella manutenzione e nella prevenzione. È questo il modo migliore per onorare la memoria delle 43 vittime”.