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Anticipi PAC: Meritocrazia Italia torna a chiedere misure strutturali per l’efficienza complessiva

Un intervento che riconosce l’urgenza della crisi di liquidità che attraversa il comparto agricolo

Anticipi PAC: Meritocrazia Italia torna a chiedere misure strutturali per l’efficienza complessiva

Lo scorso 12 giugno la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento che autorizza gli Stati membri a versare, in via del tutto eccezionale e per il solo 2026, gli anticipi della PAC prima del 16 ottobre. Una misura che serve per sostenere la liquidità delle imprese agricole europee colpite dal rialzo dei prezzi internazionali di petrolio, gas e fertilizzanti, e per scongiurare il rischio che la crisi dei costi si traduca in una riduzione dell’uso dei concimi, con ricadute negative sulla qualità dei suoli, delle acque e dei prodotti agricoli.

Il Consiglio ha accolto la proposta della Commissione senza modifiche ed è ora impegnato nel confronto con il Parlamento europeo per una rapida approvazione in prima lettura.

Il testo, che interviene sui regolamenti di base della PAC senza incrementare la dotazione finanziaria del periodo 2023-2027, riconosce alle autorità nazionali una maggiore flessibilità nella gestione dei pagamenti diretti e degli interventi di sviluppo rurale, a parità di bilancio.

Tre sono le leve previste: l’anticipo dei pagamenti, con la possibilità di elevare al 75% l’aliquota massima erogabile tra il 16 ottobre e il 30 novembre; un nuovo sostegno temporaneo, fino all’80% per gli agricoltori impegnati negli eco-schemi, calcolato per ettaro a copertura del maggior costo dei concimi; e una più ampia libertà di trasferimento di fondi tra i due pilastri, che per l’Italia potrebbe tradursi in un incremento fino a 337 milioni di euro per i pagamenti diretti, a fronte di una possibile crescita fino a 907 milioni di euro per lo sviluppo rurale.

Meritocrazia Italia guarda con favore a un intervento che riconosce l’urgenza della crisi di liquidità che attraversa il comparto agricolo, in linea con quanto già sottolineato nelle proprie proposte per una maggiore efficienza della PAC. Resta tuttavia ferma la convinzione che le misure emergenziali, per quanto necessarie nei momenti di maggiore necessità, non possano sostituire un disegno strutturale della politica agricola comune. Anticipare i pagamenti e introdurre aiuti ad hoc per il caro energia significa somministrare ossigeno a un sistema sotto pressione, ma la sostenibilità di lungo periodo richiede che il sostegno pubblico torni a premiare il merito: la qualità delle produzioni, l’innovazione, la reale sostenibilità ambientale delle aziende beneficiarie.

In questa prospettiva, Meritocrazia chiede misure volte a rendere il sistema dei contributi ancora più efficiente, in un’ottica di prevenzione delle criticità lamentate da una parte degli operatori del comparto. Un progressivo affinamento dei criteri di verifica sull’attività produttiva delle aziende beneficiarie rappresenterebbe un ulteriore presidio di efficienza, coerente con l’obiettivo di un sostegno sempre più mirato a chi opera con continuità nel settore agricolo. Migliore trasparenza nella formazione dei prezzi lungo la filiera agroalimentare permetterebbe, al tempo stesso, di valorizzare meglio il lavoro dei produttori primari; e un coinvolgimento più attivo delle associazioni di categoria potrebbe utilmente affiancare questo percorso di miglioramento continuo.

Controlli più mirati, una filiera più trasparente e un monitoraggio periodico dell’impatto delle misure di sostegno sui redditi dei produttori primari rappresenterebbero strumenti utili per accrescere l’efficienza complessiva della PAC e per offrire una risposta concreta alle difficoltà che gli operatori del comparto continuano a segnalare.

Meritocrazia Italia ribadisce la necessità di proseguire, nella riforma della PAC post 2027, lungo la strada già tracciata: premialità legata al merito, cooperazione territoriale, semplificazione burocratica e consapevolezza dei consumatori, affinché il sostegno pubblico raggiunga davvero chi produce con serietà e contribuisce alla qualità e alla sicurezza del sistema agroalimentare europeo.

Stop war.