Quattro batterie d’auto lasciate al sole di luglio, a 1.200 metri di quota, appoggiate su un muretto accanto ai cassonetti dei rifiuti. È questa l’immagine che arriva dalla Val Tartano, una delle valli più naturali e suggestive delle Orobie valtellinesi, e che solleva interrogativi sulla gestione dello stoccaggio dei rifiuti in un territorio di grande valore ambientale.
Gli accumulatori esausti – materiale speciale che necessita di una raccolta e di uno smaltimento specifici – da giorni sono esposti al caldo sole di luglio, alla pioggia e agli agenti atmosferici. Una situazione che desta preoccupazione e che si aggiunge alla presenza di altri rifiuti lasciati in modo improprio. La scena appare ancora più fuori luogo considerando il contesto: siamo nel cuore del territorio del Parco delle Orobie Valtellinesi, in un ambiente montano scelto proprio per la sua autenticità, per i suoi paesaggi e per la qualità del suo patrimonio naturale.
Un precedente allarmante
Un episodio che riporta alla memoria quanto accaduto nel novembre 2022 a Cedrasco, quando un incendio divampò nella piattaforma dei rifiuti ingombranti di Secam. Un rogo che impegnò per oltre 32 ore i vigili del fuoco e che, secondo quanto emerso dalle indagini, ebbe origine proprio da batterie conferite in modo scorretto e finite a contatto con altri materiali. La vicenda giudiziaria si è conclusa di recente con sentenze definitive.
Altri rifiuti abbandonati
Anche altri rifiuti non sono stati conferiti in maniera corretta. Nell’isola ecologica situata all’imbocco della Val Lunga, infatti, accanto ai normali contenitori per la raccolta, oltre alle quattro batterie, sono stati abbandonati diversi materiali: elettrodomestici e altri ingombranti lasciati fuori dai cassonetti, in modo disordinato. Una situazione che trasforma un punto destinato alla raccolta in un’area di deposito improvvisata.
Certo, la gestione dei rifiuti non è semplice, ovunque. Nel fondovalle come nelle vallate alpine, soprattutto in questo periodo dell’anno, quando aumentano le presenze in quota per le vacanze estive. Questo, però, non può diventare una giustificazione per una gestione non adeguata e per lasciare sul territorio materiali che rischiano di compromettere non solo la qualità ambientale della valle, ma anche l’immagine e la sicurezza di chi la vive.