L’Iran accusa gli Stati Uniti di preparare un conflitto destinato a coinvolgere l’intera regione. A lanciare l’allarme è stato Ali Abdollahi, capo del Comando centrale delle forze armate iraniane, secondo cui Washington starebbe perseguendo una strategia finalizzata ad ampliare la propria influenza nell’area (in copertina: Donald Trump e Mohammad Bagher Ghalibaf)
“Gli Usa si stanno rapidamente muovendo verso una guerra regionale totale, una strategia pericolosa mirata ad espandere il dominio sull’intera regione”.
Il comandante iraniano ha inoltre avvertito che i Paesi che dovessero “fare da scudo” agli Stati Uniti rischierebbero di essere coinvolti direttamente nel conflitto.
Possibili attacchi americani
Le tensioni aumentano dopo le indiscrezioni su una possibile nuova campagna militare statunitense contro l’Iran. Secondo la Cnn, Washington potrebbe lanciare attacchi già nel fine settimana, ma al momento non emergerebbero segnali concreti di una partecipazione diretta di Israele.
In precedenza, fonti citate dalla Cbs avevano riferito di una possibile pianificazione congiunta tra Stati Uniti e Israele per colpire infrastrutture energetiche iraniane. Una fonte interpellata da Abc News ha invece spiegato che l’ipotesi degli attacchi sarebbe stata discussa con funzionari israeliani, senza chiarire se Tel Aviv prenderà parte alle operazioni.
“Pronti a rispondere”
Teheran sostiene di aver predisposto un piano di risposta nel caso di un attacco americano. Un alto funzionario della sicurezza iraniana, citato dall’agenzia Tasnim, ha definito le indiscrezioni su possibili bombardamenti contro le infrastrutture del Paese una “forma di follia”.
“Abbiamo preparato un piano completo di risposta, che include le infrastrutture vitali del regime sionista e le infrastrutture energetiche statunitensi nella regione”.
La minaccia riguarda quindi possibili obiettivi strategici israeliani e strutture energetiche americane presenti nell’area, con il rischio di un ulteriore allargamento della crisi.
Ghalibaf rivendica la vittoria
Sul fronte interno è intervenuto anche il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che ha rivendicato il risultato del confronto con Stati Uniti e Israele.
“L’Iran ha vinto la guerra con gli Usa e Israele, ma dobbiamo consolidare questa vittoria”, ha dichiarato Ghalibaf, citato dall’agenzia Fars.
Il presidente del Parlamento ha poi invitato il Paese a guardare al futuro con fiducia e ha chiesto di rafforzare il potere esecutivo della Guida, Mojtaba Khamenei.
Petroliera colpita a Hormuz
Nel frattempo cresce la preoccupazione per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio mondiale di petrolio.
Una petroliera è stata colpita da un “proiettile non identificato” a circa 11 miglia nautiche a nord-est della città di Lima, in Oman, all’ingresso dello stretto. A riferirlo è stata l’Ukmto, l’agenzia britannica che monitora la sicurezza marittima nell’area.
L’impatto avrebbe provocato danni alla sala motori e la nave risulterebbe non sotto controllo. La Guardia costiera regionale è stata informata, mentre non sono state segnalate vittime né conseguenze ambientali.
L’episodio si inserisce in un quadro di crescente instabilità, mentre aumentano i timori per una possibile escalation militare tra Stati Uniti e Iran.