Aosta (AO)

Studenti in piazza ad Aosta: proteste per scuole degradate

Un centinaio tra allievi, docenti e famiglie segnala disagi strutturali, termosifoni spenti, carenze igieniche e scarsa considerazione.

Un centinaio di persone tra studenti, insegnanti e genitori ha partecipato alla manifestazione organizzata sabato 17 ottobre in piazza Deffeyes, ad Aosta, sotto il palazzo della Regione. L’iniziativa, promossa da alcune studentesse del Liceo artistico di Aosta, si è svolta dalle 15 alle 17 con lo slogan Noi siamo la differenza.

Al centro della protesta ci sono le condizioni degli edifici scolastici, il funzionamento del riscaldamento, la disponibilità di prodotti per l’igiene e la difficoltà, secondo le organizzatrici, di ottenere ascolto da parte degli adulti e delle istituzioni. Alle 15.30, nella piazza, erano presenti circa cento persone. La manifestazione è stata collegata dalle promotrici a una giornata di mobilitazione nazionale dedicata alla qualità della vita e al sistema scolastico.

Sedi inadeguate e ore di lezione perse

Le studentesse hanno raccontato una serie di problemi legati alle sedi frequentate dagli allievi del Liceo classico, artistico e musicale. Tra le criticità indicate ci sono aule troppo piccole, ambienti privi di riscaldamento e pareti che presenterebbero segni di deterioramento. Le organizzatrici sostengono inoltre che gli spostamenti dei docenti tra un edificio e l’altro comportino la perdita di ore di lezione.

Nel corso della manifestazione è stata citata anche la situazione degli studenti del liceo musicale, descritti come ospitati in container e alle prese con una carenza di spazio per gli strumenti. Per quanto riguarda il classico, invece, le promotrici riferiscono che il numero di persone presenti su uno stesso piano sarebbe limitato per il timore di problemi legati alla stabilità della struttura. Si tratta di segnalazioni espresse dagli studenti durante il presidio e riferite alle rispettive sedi scolastiche.

La richiesta di maggiore ascolto

La protesta non ha riguardato soltanto gli edifici. Le studentesse hanno denunciato anche la mancanza di prodotti per l’igiene e la riduzione delle risorse disponibili, che a loro giudizio inciderebbe pure sulle gite scolastiche, diventate meno numerose e più costose. Una conseguenza che, secondo le organizzatrici, rende più difficile la partecipazione degli studenti che non possono sostenerne la spesa.

Nel comunicato diffuso prima dell’appuntamento, le promotrici hanno sostenuto che la voce degli studenti venga spesso messa da parte, anche sui temi della salute mentale e sulle modalità con cui gli allievi vengono trattati a scuola. Valentina, una delle partecipanti, ha spiegato che l’iniziativa è nata prendendo spunto dalle proteste in Francia, ma con l’obiettivo di portare l’attenzione anche sulle difficoltà presenti in Italia.

Durante il presidio, Chloé ha riferito di problemi nei rapporti con alcuni professori e della sensazione che le segnalazioni degli studenti non vengano ascoltate. Giorgia ha aggiunto che, secondo le organizzatrici, in Valle d’Aosta non ci si aspettava che gli studenti potessero organizzare una mobilitazione di questo tipo. La manifestazione si è quindi proposta come un momento pubblico per chiedere strutture più adeguate e maggiore confronto con chi gestisce il sistema scolastico.