Perugia (PG)

Studenti in piazza a Perugia contro scuole degradate e carovita

Oltre 150 giovani hanno chiesto diritti, organizzazione, attenzione agli istituti.

Almeno 150 studentesse e studenti provenienti da diverse scuole del capoluogo umbro si sono ritrovati in piazza IV Novembre, a Perugia, per una manifestazione contro il carovita e le condizioni degli istituti scolastici. L’iniziativa è stata organizzata autonomamente attraverso il passaparola nelle chat e sui social network.

Al centro della mobilitazione ci sono le difficoltà vissute ogni giorno nelle scuole e dalle famiglie. I partecipanti hanno chiesto più diritti, maggiore organizzazione e più attenzione ai problemi degli istituti, denunciando situazioni di degrado e strutture che, secondo quanto riferito durante la manifestazione, avrebbero bisogno di interventi.

Le richieste degli studenti

«Ci sono istituti che cadono a pezzi e nessuno fa niente», hanno spiegato le ragazze e i ragazzi presenti in piazza. La protesta ha così riunito il tema dell’edilizia scolastica con quello dell’aumento del costo della vita, considerato un problema che coinvolge direttamente anche gli studenti, pur non avendo ancora un lavoro.

Il carovita, hanno sottolineato i manifestanti, pesa sempre di più sui bilanci familiari e finisce per incidere anche sul percorso scolastico e sulle prospettive delle nuove generazioni. La condizione degli studenti è stata descritta come parte di una questione più ampia, legata al futuro e alle opportunità disponibili per chi oggi frequenta le scuole.

La partecipazione è stata costruita senza una convocazione formale indicata nel testo, ma attraverso una rete di comunicazione tra coetanei. I giovani hanno rivendicato il valore della loro presenza nello spazio pubblico e del coinvolgimento sui temi che riguardano la loro vita quotidiana. «Non lavoriamo, ma questo è il nostro futuro», hanno affermato.

Durante la manifestazione è stato espresso anche il sostegno delle famiglie. «I nostri genitori sono fieri di noi», hanno detto gli studenti, rivendicando il significato della protesta e la volontà di portare all’attenzione pubblica le condizioni delle scuole e l’impatto del costo della vita sulle famiglie.