Edifici scolastici inadeguati, carenza di personale e manutenzioni ancora da completare. È il quadro tracciato dai Giovani comunisti provinciali, che hanno richiamato l’attenzione sulle condizioni della scuola pubblica nel territorio di Massa Carrara. La rappresentanza politica indica alcune situazioni specifiche, considerate il sintomo di una difficoltà più ampia del sistema scolastico.
Le situazioni segnalate negli istituti
Alla sede Toniolo del Meucci di Massa, secondo la denuncia, i bagni versano in condizioni ritenute indecorose. Al liceo scientifico Fermi, invece, il terzo piano sarebbe inutilizzabile per l’assenza di una scala antincendio. L’intervento viene indicato come necessario per ottenere il Certificato di prevenzione incendi e consentire il ripristino dell’agibilità didattica del piano. Nel frattempo, gli studenti sarebbero costretti a svolgere le lezioni a turno nei locali del seminterrato.
Un ulteriore episodio viene riferito alla scuola primaria di Ortola, dove il distacco di intonaco dal soffitto ha portato, poco meno di un mese fa, all’evacuazione di tre classi. Gli alunni sono stati quindi trasferiti temporaneamente in un altro plesso. Per i Giovani comunisti non si tratterebbe di casi isolati, ma di segnali collegati a una crisi che coinvolge strutture, risorse e organizzazione del servizio scolastico.
Personale e risorse al centro della denuncia
Nel documento vengono citati anche il sottofinanziamento, la carenza di docenti e di personale ATA e i tagli alle cattedre di sostegno. I Giovani comunisti richiamano, in particolare, la denuncia della Flc Cgil provinciale relativa a circa 60 cattedre di sostegno. A queste criticità si aggiungono le classi esposte al rischio di ridimensionamento per il calo delle iscrizioni e il timore di nuovi accorpamenti, che secondo la rappresentanza potrebbero indebolire l’autonomia degli istituti e impoverire ulteriormente il territorio.
La posizione espressa lega la qualità dell’istruzione anche alla capacità della scuola di contrastare le disuguaglianze. In un territorio definito fragile, strutture sicure, organici adeguati e servizi accessibili vengono considerati condizioni essenziali per garantire il diritto allo studio e prevenire l’esclusione degli studenti più esposti alle difficoltà economiche. La critica riguarda anche il divario tra il richiamo politico a merito e futuro e le condizioni concrete in cui una parte degli alunni è chiamata a seguire le lezioni.
La richiesta rivolta alle istituzioni riguarda interventi urgenti al Meucci e al Fermi, insieme a manutenzione e messa in sicurezza degli edifici, finanziamenti stabili e personale sufficiente. I Giovani comunisti chiedono inoltre politiche concrete contro la dispersione scolastica e risorse certe, accompagnate da tempi verificabili. Nel loro appello rientra anche il contrasto agli accorpamenti, ritenuti penalizzanti per studenti, lavoratori e comunità locali.