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Oggi è iniziata la scuola in 7 regioni, il resto entro giovedì

Il ministro Valditara promette: "Niente più compiti dopo le otto di sera". E non più di un terzo di stranieri in classe

Oggi è iniziata la scuola in 7 regioni, il resto entro giovedì

Lunedì 14 settembre 2026 ha segnato il ritorno sui banchi per milioni di studenti in Italia, con l’avvio formale delle lezioni che è scattato prioritariamente in sette regioni. Le prime strutture scolastiche a riaprire i battenti sono state quelle situate in Piemonte, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Valle d’Aosta e Basilicata.

Gli istituti dei restanti territori nazionali completeranno le procedure di rientro in modo scaglionato entro giovedì 17 settembre 2026, chiudendo la fase di pausa estiva e riavviando la didattica ordinaria.

Le prossime tappe

Martedì 15 settembre 2026:

  • Emilia-Romagna
  • Campania
  • Lazio
  • Toscana
  • Sicilia
  • Calabria

Mercoledì 16 settembre 2026:

  • Abruzzo
  • Molise
  • Umbria
  • Sardegna

Giovedì 17 settembre 2026:

  • Puglia

L’inizio delle attività didattiche ha comportato la gestione di oltre sette milioni di iscritti tra scuole primarie e secondarie. Il capo del dipartimento per l’istruzione Carmela Palumbo ha confermato la regolarità delle operazioni di avvio, garantendo che la copertura della pianta organica dei docenti ha raggiunto le quote previste dalla programmazione ministeriale a Roma.

Direttive ministeriali su compiti a casa e tetti di integrazione

In coincidenza con l’avvio dell’anno scolastico, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha illustrato due importanti linee guida destinate a modificare la quotidianità delle aule. La prima misura ha riguardato la gestione del carico di studio domestico attraverso l’emissione di indicazioni chiare contro l’invio tardivo dei compiti sul registro elettronico. “Niente più compiti dopo le otto di sera per il giorno successivo”, ha dichiarato il titolare del dicastero, sottolineando la necessità di tutelare il riposo dei giovani e di favorire il ritorno all’utilizzo del diario cartaceo per l’annotazione giornaliera delle consegne.

Il secondo intervento ha puntato a rimodulare la composizione dei gruppi classe per favorire processi di reale inclusione. Il piano delineato dal funzionario governativo Giuseppe Valditara ha stabilito una quota massima di presenza per gli alunni che non padroneggiano la lingua italiana, fissando la soglia al trenta per cento, corrispondente a non più di un terzo degli iscritti per ciascuna sezione. Nei casi in cui la percentuale è risultata superiore, gli istituti hanno dovuto prevedere l’attivazione di corsi potenziati di italiano per garantire il livellamento delle competenze linguistiche di base prima dell’inserimento a tempo pieno nelle materie ordinarie.