Magenta (MI)

«Dialogo tra generazioni» tra gli alunni di seconda media e gli anziani in rsa

Cala il sipario su un progetto che ha visto gli ospiti della Don Felice Cozzi di Corbetta non solo nel ruolo di testimoni del passato, ma anche in quello di maestri di vita. Ora una mostra.

«Dialogo tra generazioni» tra gli alunni di seconda media e gli anziani in rsa

Un mondo che non c’è più ma che è parte della nostra storia e della nostra memoria. È quello degli anziani, che gli alunni di seconda della scuola media Francesco Baracca di Magenta hanno potuto conoscere, in un dialogo tra generazioni, grazie ai racconti degli ospiti della rsa Don Felice Cozzi di Corbetta.

«Dialogo tra generazioni» tra Magenta e Corbetta

E proprio «Dialogo tra generazioni» si chiama il progetto che nei mesi scorsi ha visto i ragazzi delle sei classi seconde dell’istituto scolastico magentino protagonisti di visite alla residenza per anziani corbettese e che si è concluso con grande partecipazione ed emozione.

Natalia Tunesi, docente di italiano alla scuola Baracca, afferma:

«Un’esperienza intensa, autentica, capace di trasformare un semplice incontro in un vero e proprio ponte tra età diverse, unite dal desiderio di ascoltarsi e riconoscersi. Fin dal primo momento, il clima che si è creato è stato sorprendentemente caldo e spontaneo. Gli studenti sono entrati con curiosità e un po’ di timidezza; ne sono usciti arricchiti, consapevoli, profondamente colpiti dalle storie ascoltate. Gli anziani, dal canto loro, hanno accolto i ragazzi con entusiasmo e disponibilità, felici di poter raccontare, ricordare e condividere pezzi importanti della propria vita. In questo scambio sincero, la memoria non è rimasta ferma nel passato, ma si è fatta racconto vivo, dialogo, relazione».

«Racconti che hanno restituito ai ragazzi il valore dell’impegno»

Il progetto ha affrontato temi centrali della storia e della quotidianità del Novecento, a partire dal lavoro di una volta: la fatica nei campi, le prime esperienze in fabbrica, il ruolo spesso silenzioso ma fondamentale delle donne.

Prosegue Tunesi:

«Racconti che hanno restituito ai ragazzi il valore dell’impegno, della dignità e dell’orgoglio per ciò che si costruiva con le proprie mani. “Mi ha colpito sentire quanta fatica facevano già da bambini, eppure parlavano con il sorriso”, ha scritto un alunno».

Ampio spazio è stato dedicato anche ai giochi dell’infanzia, semplici ma ricchi di fantasia: biglie, lippa, figurine scambiate nei cortili. Senza tecnologia, ma con tanta voglia di stare insieme.

«Un confronto diretto con il presente che ha fatto riflettere i ragazzi sul valore del tempo condiviso. “Si divertivano con pochissimo, noi invece ci annoiamo anche con molto”, ha commentato una studentessa».

Le tradizioni legate al cibo e alla vita familiare hanno evocato profumi, gesti e rituali ormai rari: il pane fatto in casa, la polenta mangiata insieme, le feste che coinvolgevano intere comunità. Racconti capaci di trasmettere il senso di appartenenza e di solidarietà.

«La speranza e anche la responsabilità di vivere il cambiamento»

Dice ancora Tunesi:

«Particolarmente significativa è stata la riflessione sul dopoguerra e sul boom economico, sul passaggio “dal niente” a un’Italia in trasformazione: l’arrivo della radio, della televisione, della prima automobile. Gli anziani hanno raccontato la sorpresa, la speranza e anche la responsabilità di vivere il cambiamento. “Hanno visto nascere cose che per noi sono normali: mi ha fatto pensare a quanto diamo tutto per scontato”, ha affermato un’alunna».

Non meno coinvolgenti i ricordi legati alle stagioni, alla natura e alla scuola: inverni rigidi, estati nei campi, banchi di legno e maestri severi. Un mondo lontano, eppure carico di insegnamenti sul rispetto, sulla costanza e sul senso del dovere.

«Non solo testimoni del passato ma anche maestri di vita

Lara Minardi, docente di matematica e scienze e referente del progetto, commenta:

«Al termine dell’esperienza è emerso il valore profondo di questa iniziativa: gli anziani non sono solo stati testimoni del passato, ma maestri di vita, capaci di trasmettere valori fondamentali come la resilienza, la saggezza e l’importanza delle relazioni umane. I ragazzi, ascoltando, hanno imparato che la storia non è confinata solo nei libri, ma vive nella narrazione delle persone».

E ora una mostra dei lavori degli studenti con ospiti speciali

Il progetto si concluderà con l’allestimento a scuola di una mostra dei lavori degli studenti a cui saranno invitati gli stessi ospiti della residenza, a dimostrazione che l’incontro tra giovani e anziani non solo è possibile ma necessario, perché quando le generazioni si parlano si costruisce una comunità più consapevole, più ricca di memoria e di futuro.