Il recente report “Benessere equo e sostenibile (Bes) 2025” ha acceso i riflettori su una serie di criticità che affliggono la Tuscia, con particolare attenzione al settore dell’istruzione. I dati, analizzati nella sala Anselmi di palazzo Gentili, rivelano un quadro preoccupante, caratterizzato da un basso tasso di laureati e da difficoltà nel trattenere i talenti sul territorio. In questo contesto, l’Università della Tuscia (Unitus) si conferma un baluardo fondamentale, capace di mitigare una situazione che, altrimenti, sarebbe definita “drammatica” dalla rettrice Tiziana Laureti.
L’analisi del report bes 2025: Luci ed ombre del territorio
L’indagine statistica, basata sui dati Istat, ha messo in luce diverse problematiche che interessano la provincia di Viterbo. Oltre al già citato deficit nel numero di laureati, il report evidenzia un reddito medio inferiore del 20% rispetto al resto del Lazio e una lenta adesione alle politiche green. La rettrice Laureti, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza di un’analisi più dettagliata a livello comunale, in quanto la media provinciale tende a mascherare le differenze esistenti tra i vari territori. Nonostante le difficoltà, Laureti invita a non focalizzarsi esclusivamente sui dati negativi, evidenziando come la Tuscia esprima il proprio potenziale in maniera incompleta a causa di criticità strutturali legate al reddito e al benessere del lavoro.
Il ruolo dell’unitus come ascensore sociale e fucina di talenti
Un focus specifico è stato dedicato al capitale umano, considerato una risorsa strategica per il rilancio del territorio. In questo ambito, l’Unitus svolge un ruolo cruciale, come evidenziato dalla rettrice Laureti: “Il tasso dei laureati è al di sotto del livello della regione, ma la presenza dell’ateneo ha migliorato una situazione che altrimenti sarebbe drammatica”. L’università, infatti, incide sulla popolazione di Viterbo per circa il 10% e si conferma un vero e proprio “ascensore sociale”, offrendo ai giovani del territorio l’opportunità di acquisire competenze e qualifiche spendibili nel mondo del lavoro. I dati occupazionali confermano, infatti, che i laureati Unitus trovano lavoro facilmente, anche se molti di loro scelgono di emigrare verso altre regioni o paesi.
Strategie per il futuro: Un ufficio statistico provinciale e la collaborazione con l’unitus
Nonostante la fuga di cervelli rappresenti un problema concreto, il report Bes 2025 evidenzia un segnale di speranza: una parte dei laureati che hanno maturato esperienze fuori dalla Tuscia decide, nel tempo, di ritornare. Per incentivare questo fenomeno e per affrontare in modo più efficace le sfide del futuro, da palazzo Gentili è emersa la volontà di riaprire un ufficio statistico provinciale. Questo presidio tecnico, necessario per “governare” i dati e non solo subirli, potrebbe operare in stretta collaborazione con docenti e dottorandi dell’Unitus, mettendo così le competenze accademiche al servizio diretto dell’amministrazione e dei cittadini.