Il bullismo e il disagio giovanile possono manifestarsi già negli ultimi anni della scuola primaria, con un rischio particolarmente elevato nella fase di passaggio alla scuola secondaria di primo grado. È questo il quadro richiamato durante la presentazione di Passaggio all’Indietro: L’Arte di Avanzare Insieme, progetto promosso ad Ascoli da Virtus Coop in collaborazione con l’Istituto comprensivo Don Giussani, Amatori Rugby Ascoli e Pharus Young.
L’iniziativa unisce attività educative e pratica sportiva con l’obiettivo di prevenire comportamenti di prevaricazione, contrastare l’isolamento e rafforzare l’inclusione tra bambini e ragazzi. A illustrare le ragioni del progetto sono state Chiara Verdecchia, del Centro Pedagogico Pharus, e la dirigente scolastica dell’Isc Don Giussani, Francesca Camaiani.
Il rischio nella fase di passaggio
Secondo Verdecchia, il momento più delicato si colloca intorno agli 11 anni, quando gli alunni affrontano il trasferimento dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado. La pedagogista ha segnalato inoltre la presenza di episodi di bullismo già nella scuola elementare, sottolineando quindi la necessità di intervenire in modo tempestivo, prima che le situazioni di disagio si consolidino.
La dirigente Camaiani ha osservato che il fenomeno non risparmia il territorio ascolano, anche se può risultare meno visibile. L’idea che la città rappresenti una realtà protetta, ha spiegato, rischia di nascondere episodi che richiedono invece attenzione da parte della scuola. In questo contesto, lo sport viene indicato come uno degli strumenti utili per favorire relazioni positive e intercettare eventuali difficoltà.
Tre fasi tra aula e campo
Il percorso è articolato in tre fasi, come spiegato da Stefano Rosa di Virtus Coop. La prima prevede attività informative rivolte a docenti e allenatori, dedicate alla prevenzione del bullismo e al riconoscimento delle situazioni di disagio. La seconda consiste in laboratori pratici di almeno due ore nelle classi dei plessi di Monticelli, Marino e Poggio di Bretta.
Durante gli incontri, gli studenti sperimenteranno dinamiche e principi del rugby, con attività pensate per riflettere sul rapporto con i compagni, sul rispetto delle regole e sulla collaborazione. La terza fase si sposterà direttamente sul campo sportivo, offrendo ai ragazzi la possibilità di continuare la pratica e di trasformarla in un’occasione stabile di socializzazione.
L’assessore Massimiliano Brugni ha sottolineato la particolare affinità tra il rugby e gli obiettivi educativi dell’iniziativa, descrivendo la disciplina come uno sport aggregante, capace di trasmettere il rispetto delle regole e del compagno. Il progetto punta così a fare in modo che nessun ragazzo resti isolato o venga lasciato indietro.
All’iniziativa partecipa anche la Fondazione Carisap, indicata come partner finanziario. Donatella Rossi Brunori, componente del Cda della Fondazione, ha espresso fiducia nei possibili risultati del percorso, che coinvolge istituzioni scolastiche, realtà sportive e soggetti impegnati nell’educazione.