Parma (PR)

A Parma si rischiano 63 unità scolastiche

La Gilda quantifica 45 docenti e 18 lavoratori Ata coinvolti dalla riduzione già dal prossimo anno formativo.

La bozza della legge di bilancio prevede una riduzione di 6.974 unità negli organici del personale scolastico italiano. Il provvedimento riguarda 4.925 docenti e 2.049 lavoratori amministrativi, tecnici e ausiliari, il personale Ata. Secondo le stime della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, l’impatto sul territorio potrebbe tradursi in circa 45 insegnanti e 18 Ata in meno già dal prossimo anno scolastico.

A contestare le scelte dell’esecutivo è Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda di Parma e Piacenza. Il sindacalista ha replicato agli esponenti di Fratelli d’Italia che hanno difeso i provvedimenti, sostenendo che alcuni parlamentari della maggioranza si limiterebbero a rilanciare dati già contenuti nelle misure governative senza spiegare quale attività concreta sia stata svolta per migliorare la situazione delle scuole del territorio.

La ricaduta sugli istituti

Per la Gilda, la riduzione degli organici avrebbe conseguenze dirette sulla qualità dell’insegnamento e sulla possibilità di seguire con maggiore attenzione i singoli alunni. Il calo demografico, indicato come una delle ragioni alla base del ridimensionamento, avrebbe potuto essere utilizzato per ridurre il numero di studenti nelle classi, con possibili benefici sulle condizioni di apprendimento e sulla sicurezza degli istituti.

Pizzo sostiene invece che giustificare i tagli con la diminuzione degli studenti non rappresenti una discontinuità rispetto alle politiche degli anni precedenti. La posizione della sigla sindacale è che la contrazione della popolazione scolastica avrebbe dovuto aprire una fase di riorganizzazione degli istituti, non tradursi automaticamente in una riduzione del personale impiegato.

La richiesta di confronto

Nel suo intervento, il coordinatore della Gilda critica anche la gestione della politica scolastica a livello locale. A suo giudizio, sui provvedimenti nazionali il confronto tra maggioranza e opposizione resta molto acceso, mentre su temi come il dimensionamento scolastico e la gestione dei dirigenti emergerebbe una sostanziale continuità rispetto alla legislatura precedente.

La denuncia riguarda infine l’assenza di un confronto strutturato con le rappresentanze politiche e con le organizzazioni di categoria, che rappresentano migliaia di lavoratori e cittadini. Secondo Pizzo, questa distanza rischia di alimentare il disimpegno del personale scolastico dalla partecipazione politica, fino a favorire astensionismo o schede nulle. Le stime citate dalla Gilda restano legate agli effetti che la bozza della manovra potrebbe produrre una volta definito il provvedimento.