Oltre al danno dei pesanti ritardi, si aggiungono il degrado e l’insicurezza con atti vandalici e irruzioni abusive. Il nuovo complesso residenziale in costruzione nell’ex area dismessa della Cantoni, tra le vie Miola e Don Marzorati, a Saronno è diventato «terra di nessuno», come raccontano amareggiati gli acquirenti.
Irruzioni abusive nell’ex Cantoni
I lavori, gestiti dal «Consorzio Abitare» tramite la cooperativa «La Nuova Cantoni», procedono a rilento: la consegna degli appartamenti era slittata dalla primavera del 2024 allo scorso gennaio, come già scritto su La Settimana, ma ora, a fine giugno, il cantiere è ancora aperto, con enormi disagi economici e personali per i soci acquirenti. A far traboccare il vaso della sopportazione è però la totale assenza di sicurezza: gli appartamenti sarebbero infatti lasciati incustoditi e con le porte aperte, con tanto di continue intrusioni notturne e diurne. Lo sfogo di un residente fotografa una realtà desolante: «Molti appartamenti vengono lasciati aperti e incustoditi. Degli abusivi senza fissa dimora vi accedono e nel mio, ad esempio, hanno compiuto atti indegni come urinare e defecare nei miei nuovi sanitari, ma anche nel bidet, nella doccia e persino sul pavimento». La delusione è grande: «Ci viene garantito che il cantiere è sicuro, mentre io ho prove certe che, sia di notte sia di giorno, ignoti vi entrano. Ho le foto in cui si vede di sera la luce accesa all’interno del mio appartamento. Gli abusivi hanno anche lasciato le finestre degli appartamenti aperte e, quando ha piovuto intensamente, è entra acqua ovunque».
L’esasperazione degli acquirenti
Altre testimonianze confermano l’incubo. Una proprietaria, salita fino al quinto piano per un sopralluogo urgente in vista di una consegna teorica a fine luglio, ha descritto uno scenario igienico-sanitario preoccupante: «I nostri bagni, che fino a due mesi fa erano sigillati, ora sono aperti e sporchi. Ci sono evidenti stati di bivacco interno. Hanno perfino vomitato e lasciato sporcizia sul pavimento e sull’asse del water. Inoltre, a causa delle finestre lasciate spalancate, la pioggia è entrata ovunque, creando pozze d’acqua che stanno rovinando i parquet e i pavimenti che ci sono costati cari». I soci sono disperati e si sentono abbandonati e presi in giro dai responsabili della cooperativa, che continuano a rassicurare sulla sicurezza dell’area. «L’amministratore sostiene che l’area sia video-sorvegliata e allarmata, ma non è vero. Altrimenti non si spiegherebbero queste continue irruzioni rimaste impunite», denunciano i residenti. Oltre al danno psicologico di vedere i propri alloggi vandalizzati a un mese dal possibile rogito, pesa il salatissimo conto economico: «Circa mille euro al mese di soli interessi sui mutui già avviati che vanno in fumo». Una situazione insostenibile per le famiglie, costrette a pagare affitti extra o a farsi ospitare da parenti, mentre ignoti continuano a bivaccare indisturbati nelle loro future case.