Sant'Angelo Lodigiano (LO)

Alzheimer, a Sant’Angelo il Centro per le demenze segue mille pazienti: a settembre nuovo percorso di cura

La Geriatria del Delmati protagonista del mese mondiale dedicato alla sensibilizzazione sull’Alzheimer. Presentato anche il nuovo percorso assistenziale con la figura del case manager

Alzheimer, a Sant’Angelo il Centro per le demenze segue mille pazienti: a settembre nuovo percorso di cura

Il Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze dell’ospedale Delmati di Sant’Angelo Lodigiano segue circa mille pazienti all’anno e sarà protagonista delle iniziative del mese mondiale dell’Alzheimer. L’ASST Lodi presenterà a settembre il nuovo percorso assistenziale con il case manager e nuovi strumenti come telemedicina e assistenza domiciliare.

Geriatra Sant’Angelo Lodigiano

Mille pazienti presi in carico in un solo anno, sette specialisti impegnati tra reparto e ambulatori e un nuovo modello di assistenza per accompagnare malati e famiglie nel percorso contro le demenze. È il lavoro portato avanti dal Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) dell’ospedale Delmati di Sant’Angelo Lodigiano, struttura che sarà al centro delle iniziative organizzate dall’ASST di Lodi in occasione del mese mondiale dell’Alzheimer, in programma a settembre.

Settembre dedicato alla sensibilizzazione sull’Alzheimer

Il mese mondiale dell’Alzheimer rappresenta ogni anno un’occasione per informare cittadini e famiglie, aumentare la conoscenza della malattia e contrastare lo stigma ancora presente intorno alle demenze. In Italia sono quasi 1,5 milioni le persone che convivono con una forma di decadimento cognitivo, con una prevalenza maggiore tra le donne e una crescita stimata del fenomeno del 54% entro il 2050.

Anche il territorio lodigiano aderisce alla campagna con una serie di appuntamenti promossi dall’ASST Lodi attraverso la struttura di Geriatria.

“L’invecchiamento della popolazione – spiega la dottoressa Fraia Falvo, responsabile all’Ospedale di Sant’Angelo dell’offerta di salute in area geriatrica (foto di copertina) – ci pone di fronte a sfide sempre più complesse: da qui nasce la necessità e soprattutto l’opportunità di costruire una cultura della cura fondata sulla conoscenza, sulla collaborazione e sulla vicinanza alla persone”.

Il convegno

Tra gli appuntamenti previsti figura il convegno in programma il prossimo 26 settembre 2026 nella Sala Conferenze della Fondazione Santa Chiara di via Gorini. Durante l’incontro saranno illustrati i punti principali del nuovo PDTA, il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale elaborato dalla Geriatria in collaborazione con la Neurologia e l’Ufficio Qualità dell’ASST guidata da Guido Grignaffini.

Il documento definisce le linee operative per la presa in carico globale della persona con demenza, coinvolgendo non solo gli specialisti ospedalieri ma anche i medici di medicina generale.

Il case manager

Una delle principali novità introdotte dal percorso riguarda l’inserimento della figura del case manager, un professionista infermieristico incaricato di coordinare l’assistenza del paziente, facilitare il rapporto tra famiglia e servizi sanitari e favorire il collegamento tra i diversi specialisti coinvolti nella gestione della malattia.

Il Centro del Delmati segue circa mille pazienti all’anno

All’interno dell’ASST Lodi sono attivi tre Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze: uno presso l’Ospedale Maggiore di Lodi e due nei presidi di Casalpusterlengo e Sant’Angelo Lodigiano.

Il CDCD del Delmati afferisce alla Struttura Semplice di Geriatria, che conta sette specialisti impegnati nelle attività di reparto e ambulatoriali. La struttura dispone di 20 posti letto e registra oltre 400 ricoveri ogni anno.

“Nel 2025, al CDCD del Delmati – ricorda Fraia Falvo – sono stati un migliaio i pazienti presi in carico”.

Il quadro dei pazienti

L’attività del Centro permette di tracciare anche un quadro della situazione clinica delle persone seguite. Dei circa mille pazienti valutati nel 2025, il 10% non ha evidenziato, nonostante i sospetti iniziali, una condizione di demenza.

“Dei mille pazienti valutati (sette ogni giorno), il 10% – precisa la geriatra – non ha evidenziato, malgrado i sospetti, problemi di demenza. Il 50% ha registrato, invece, un decadimento moderato per cui è stato necessario approfondire con indagini di neuroimaging (tac, risonanza magnetica, elettroencefalogramma), utili a definire un percorso di cura ed assistenziale. Il 40% infine – aggiunge la specialista – ha palesato un decadimento severo con l’avvio di un trattamento specifico e un monitoraggio della loro condizione almeno semestrale”.

Proprio quest’ultima fascia di pazienti rappresenta quella maggiormente fragile e destinata, in molti casi, a un ulteriore peggioramento delle condizioni cognitive.

Telemedicina e assistenza domiciliare

Per le persone che non riescono a sostenere facilmente gli spostamenti verso l’ospedale, l’ASST sta sviluppando percorsi di telemedicina che coinvolgono direttamente anche il caregiver, ovvero la persona che si prende cura del paziente nella quotidianità.

Quando necessario vengono inoltre attivate visite geriatriche a domicilio, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale anche ai pazienti più vulnerabili.

Gli utenti seguiti dal Centro del Delmati hanno tutti più di 75 anni: i pazienti sotto questa soglia vengono invece presi in carico dal Centro Disturbi Cognitivi e Demenze dell’Ospedale di Lodi. La maggior parte delle persone assistite ha un’età superiore agli 80 anni: rappresenta infatti il 95% degli utenti del servizio.