Gianluca Zambrotta è stato sottoposto a un nuovo intervento chirurgico all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. Per l’ex difensore della Nazionale, campione del mondo nel 2006, si tratta della seconda operazione eseguita nell’ambito di un percorso complesso per correggere l’asse della gamba destra.
La procedura ha previsto un intervento di doppio livello di osteotomia valgizzante, effettuato su tibia e femore, con l’utilizzo di componenti custom made realizzate con tecnologia 3D e il trapianto di cellule staminali autologhe. Zambrotta ha comunicato l’esito dell’operazione attraverso un post sui social, ringraziando il professor Stefano Zaffagnini, la sua équipe e il personale sanitario del Rizzoli.
Il percorso iniziato dalla gamba sinistra
Il recupero, secondo quanto riferito dall’ex calciatore, sarà lungo e impegnativo. «Tornerò più forte di prima», ha scritto Zambrotta, spiegando di voler lavorare per riprendersi nel più breve tempo possibile e ringraziando le persone che lo hanno sostenuto durante questi giorni.
L’intervento alla gamba destra completa un percorso iniziato nel novembre 2025, quando Zambrotta era stato operato alla gamba sinistra, indicata dallo stesso ex giocatore come quella in condizioni peggiori. Tra le due operazioni è stato necessario attendere almeno un anno per consentire il recupero muscolare dopo il primo intervento.
La condropatia e la correzione dell’asse
L’osteotomia è una procedura che prevede il taglio controllato di una porzione d’osso per correggere l’asse meccanico dell’arto. L’obiettivo è ridurre il sovraccarico nella zona interessata dalla condropatia e limitare il rischio di un ulteriore peggioramento. Si tratta di un trattamento utilizzato soprattutto in età giovanile, ma nel caso di Zambrotta è stato indicato dopo l’aggravarsi dei disturbi.
«Dovevo raddrizzare le gambe», aveva spiegato l’ex terzino di Milan, Juventus e Barcellona in un’intervista al Corriere della Sera, precisando che la scelta non era legata a ragioni estetiche, ma alla difficoltà di gestire la situazione. I dolori erano diventati sempre più forti e anche attività quotidiane come scendere le scale o giocare a padel risultavano problematiche.
Il rapporto di Zambrotta con il Rizzoli risale a circa trent’anni fa. La prima di tre operazioni al menisco era stata eseguita nell’istituto bolognese nel 1997, quando il calciatore militava nel Bari. Dopo il nuovo intervento, per l’ex campione del mondo comincia ora una fase di riabilitazione finalizzata al recupero della funzionalità della gamba destra.