La stagione estiva ha fatto registrare in Piemonte un forte aumento delle infezioni da virus West Nile. Secondo l’ultimo report sulle arbovirosi del Seremi, aggiornato alla settimana compresa tra il 17 e il 23 agosto, i casi confermati dall’inizio di maggio erano 48. Nello stesso periodo dell’anno precedente erano stati 16. Il dato si avvicina ai 61 casi rilevati nell’intera stagione del 2018, finora il valore più alto registrato in Piemonte da quando il virus è comparso sul territorio regionale, nel 2015.
La situazione è segnata anche dal decesso registrato a Collegno. Si tratta di un caso autoctono, cioè di un’infezione contratta in Piemonte. L’episodio conferma la presenza stabile dell’arbovirosi nella regione. Le province più colpite sono Novara, con 16 casi rispetto ai 9 dello stesso periodo dello scorso anno, e Alessandria, con 9 casi contro uno. Proprio nel Novarese le prime infezioni della stagione erano state individuate già all’inizio di luglio, almeno 15 giorni prima rispetto alle stagioni precedenti.
Il rischio nella parte finale dell’estate
L’andamento dei dati storici aveva portato il Seremi a segnalare, già ad agosto, la possibilità di un ulteriore incremento nelle settimane successive. Nella stagione precedente il picco dei contagi si era concentrato proprio nella parte finale dell’estate. La previsione è stata confermata dall’aumento dei casi e dal decesso avvenuto a Collegno, senza che nel testo siano forniti ulteriori elementi sull’identità o sulle condizioni della vittima.
Il contagio non avviene da persona a persona. L’infezione viene trasmessa dalla puntura di zanzare che hanno precedentemente punto uccelli infetti, considerati gli unici serbatoi del virus. Il caldo intenso, presente già dal mese di giugno, ha favorito l’accelerazione del ciclo biologico della zanzara comune, la Culex pipiens, creando condizioni più favorevoli alla circolazione dell’agente infettivo.
Disinfestazione e sicurezza delle donazioni
In Piemonte è operativo da anni un protocollo basato sulle indicazioni del ministero della Salute. Dopo la diagnosi di un caso, il Seremi attiva il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica per svolgere l’indagine epidemiologica e individuare i luoghi probabili dell’infezione. L’Ipla coordina invece i sopralluoghi e gli interventi mirati di disinfestazione. Da maggio risultavano già eseguiti 77 interventi di prevenzione e controllo, secondo le modalità previste dai protocolli nazionali.
La sorveglianza integra i dati dell’ambito umano, veterinario ed entomologico. Sulla base delle segnalazioni del Seremi, la SRC Trasfusionale del Piemonte ha attivato dall’inizio di luglio le misure di sicurezza previste contro il West Nile, compreso il controllo di tutte le donazioni di sangue ed emocomponenti sul territorio regionale. Le autorità richiamano infine l’importanza della protezione individuale, della conoscenza dei comportamenti a rischio e della cura dell’ambiente per contribuire a limitare la diffusione del virus.