La campagna di vaccinazione contro l’influenza per la stagione 2026-2027 partirà dalla prima settimana di ottobre. Le linee guida del ministero della Salute e dell’Agenzia italiana del farmaco confermano la possibilità di vaccinare a partire dai 6 mesi di vita e individuano le persone alle quali l’immunizzazione deve essere raccomandata, proposta attivamente e garantita senza costi.
Per la nuova stagione sono stati autorizzati nove vaccini aggiornati dall’Aifa e dall’Agenzia europea per i medicinali, sulla base delle caratteristiche dei ceppi virali circolati nell’ultima stagione e delle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità. Si tratta di prodotti impiegati da anni nelle campagne stagionali, con un profilo di sicurezza consolidato. L’autorizzazione, tuttavia, non significa che tutti i preparati siano poi disponibili sul mercato.
Le persone che hanno diritto alla gratuità
L’offerta attiva e gratuita riguarda tutte le persone che hanno compiuto 60 anni, le donne in gravidanza e nel periodo successivo al parto, i bambini tra sei mesi e sei anni e chi soffre di patologie che aumentano il rischio di complicanze. Sono comprese anche le persone ricoverate in strutture di lungodegenza e i familiari di soggetti particolarmente vulnerabili.
La raccomandazione si estende agli addetti ai servizi pubblici di primario interesse collettivo, tra cui personale medico, sanitario e socio-assistenziale, forze di polizia e vigili del fuoco. Rientrano inoltre altre categorie di lavoratori esposti, gli addetti a mansioni socialmente utili, chi lavora a contatto con animali potenzialmente portatori di virus influenzali non umani e, in determinate condizioni, i donatori di sangue. Le Regioni stabiliscono attraverso gare di fornitura quali prodotti disponibili utilizzare per l’offerta a carico del Servizio sanitario nazionale.
Le previsioni sui virus respiratori
Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, professore associato all’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’Irccs ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano, i dati provenienti dall’Australia fanno pensare a una stagione potenzialmente meno pesante rispetto alle più recenti. La stima resta però di almeno 12-14 milioni di casi, un numero che potrà variare in base alle temperature e all’andamento dell’inverno.
Nella stagione precedente i casi avevano superato quota 15 milioni. Per i mesi prossimi è attesa una circolazione sostenuta di virus respiratori: accanto all’influenza, che potrebbe vedere ancora protagonista la variante K del virus H3N2, sono indicati i ceppi H1N1 e B Victoria. Restano inoltre presenti Covid, virus respiratorio sinciziale, metapneumovirus, rhinovirus e altri agenti responsabili delle cosiddette forme simil-influenzali.
La distinzione tra influenza e altre infezioni può partire dai sintomi. L’influenza tende a manifestarsi con un esordio brusco, febbre oltre i 38 gradi, almeno un disturbo respiratorio, come tosse o mal di gola, e un sintomo sistemico, tra dolori muscolari e spossatezza. L’assenza di uno di questi elementi può orientare più facilmente verso una sindrome simil-influenzale, anche se la valutazione spetta al medico.
I primi isolamenti di virus influenzali sono già stati registrati in Italia, compreso qualche caso di H3N2. La rete Respivirnet, composta dai medici di famiglia e coordinata dall’Istituto superiore di sanità, consente oggi di intercettare con maggiore sensibilità i casi. L’avvio della stagione più intensa è legato soprattutto al calo delle temperature e al peggioramento delle condizioni climatiche, mentre una circolazione precoce di più virus può aumentare gradualmente gli accessi agli ambulatori.
Per limitare la diffusione restano importanti il lavaggio frequente delle mani, la copertura di bocca e naso durante tosse e starnuti e il ricambio d’aria negli ambienti chiusi. Pregliasco invita inoltre a una gestione responsabile dei farmaci senza prescrizione per attenuare i sintomi nei primi giorni, rivolgendosi al medico se il quadro non migliora. La vaccinazione resta la principale misura di prevenzione delle complicanze, soprattutto per le persone più fragili.