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Stitichezza improvvisa, quando serve il medico

Feci dure, sangue, dolore e vomito richiedono attenzione: l’urgenza dipende dai sintomi e dal cambiamento delle abitudini.

Non esiste un numero valido per tutti di evacuazioni alla settimana: alcune persone stanno bene andando in bagno ogni giorno, altre ogni due o tre giorni. Il parametro più importante è il cambiamento rispetto alla propria abitudine. La stipsi, inoltre, non coincide soltanto con una frequenza ridotta: può manifestarsi anche con feci dure, sforzo, dolore o la sensazione di non essersi svuotati completamente.

Per questo è utile osservare non solo quanto spesso si va in bagno, ma anche come avviene l’evacuazione. Un disturbo comparso da poco può dipendere da modifiche della dieta, da un viaggio o dall’assunzione di nuovi farmaci e spesso si risolve spontaneamente. Se però il cambiamento è persistente, ricorrente o in peggioramento, è opportuno parlarne con il medico, soprattutto quando non c’è una spiegazione evidente.

I segnali che richiedono un controllo

Alcuni elementi rendono più urgente l’approfondimento, indipendentemente dalla durata del problema. Tra questi ci sono sangue rosso nelle feci o feci nere, anemia o carenza di ferro rilevate dagli esami, perdita di peso non intenzionale e una storia familiare di polipi o tumore del colon. Non sono prove della presenza di una malattia grave, ma indicano la necessità di escludere una causa organica. Il percorso viene stabilito dal medico in base all’età, alla storia clinica e all’insieme dei sintomi.

Vanno considerati anche i farmaci e gli integratori iniziati di recente. Oppioidi, alcuni antidepressivi, medicinali anticolinergici, calcio-antagonisti e supplementi di ferro o calcio possono rallentare l’intestino. In questi casi l’informazione deve essere riferita al medico, che valuterà se modificare la terapia. Un farmaco prescritto non va sospeso autonomamente.

Quando è necessaria una valutazione urgente

Dolore addominale intenso o continuo, vomito, addome molto gonfio e l’impossibilità di espellere anche l’aria possono indicare un’occlusione intestinale e richiedono una valutazione in pronto soccorso. Non è necessario che tutti i sintomi siano presenti insieme: un’occlusione parziale può consentire il passaggio di piccole quantità di feci o provocare persino diarrea. In queste situazioni non bisogna aumentare le fibre, assumere lassativi o fare un clistere, perché si potrebbe ritardare l’accesso alle cure.

La prima visita comprende in genere la ricostruzione dettagliata dei sintomi, la revisione dei farmaci e l’esame dell’addome; in alcuni casi può essere eseguita anche una valutazione anorettale. Esami del sangue, ecografie e altri accertamenti vengono scelti in base a ciò che emerge, non prescritti automaticamente a tutti. Anche la colonscopia non è obbligatoria per ogni episodio: può essere indicata in presenza di un cambiamento significativo e inspiegato, di segnali d’allarme, di una familiarità importante o di uno screening legato all’età non aggiornato.

Una stipsi isolata, in assenza di questi elementi, non risulta associata a un aumento del rischio di tumore del colon secondo le analisi disponibili. È però importante non definire subito il problema come colon irritabile o intestino pigro cronico: queste diagnosi richiedono sintomi presenti da mesi. Una comparsa recente va valutata cercando prima possibili cause, come un farmaco o un cambiamento nelle abitudini.