La Struttura Semplice di Cardiologia Interventistica dell’ospedale San Paolo di Savona ha eseguito 1.781 procedure coronariche nel corso del 2025. Il dato colloca l’Emodinamica savonese al secondo posto in Liguria per volume di attività, alle spalle del Policlinico San Martino di Genova. Il bilancio è stato tracciato dal direttore della Struttura Complessa di Cardiologia, Pietro Bellone, insieme all’équipe guidata da Stefano Cordone.
L’attività per le emergenze cardiache
Nel dettaglio, il reparto ha effettuato 1.105 coronarografie diagnostiche e 676 angioplastiche coronariche, sia in regime programmato sia nelle situazioni di emergenza-urgenza. La struttura garantisce la piena operatività della rete provinciale per il trattamento dell’infarto miocardico acuto, indicato con l’acronimo STEMI, grazie a un servizio di reperibilità attivo 24 ore su 24.
In caso di infarto, l’équipe interviene con l’angioplastica primaria per riaprire il vaso ostruito e ridurre i tempi di ischemia del muscolo cardiaco. Per i pazienti più complessi sono disponibili sistemi di supporto cardiocircolatorio come il contropulsatore aortico e l’Impella. Il reparto utilizza inoltre tecniche dedicate al trattamento delle calcificazioni coronariche, tra cui aterotomia e aterectomia rotazionale, orbitale e mediante Shockwave.
Tecnologie e ricerca
Un altro settore riguarda le cardiopatie strutturali. Il centro opera tra quelli liguri con il maggior numero di procedure mininvasive per la chiusura del forame ovale pervio e dell’auricola sinistra. Quest’ultimo trattamento può essere indicato per prevenire l’ictus nei pazienti con fibrillazione atriale che non possono assumere farmaci anticoagulanti. Per la sostituzione percutanea della valvola aortica, attraverso la procedura TAVI, la struttura collabora invece con il Policlinico San Martino, operando come centro spoke.
Sul fronte tecnologico, l’Emodinamica ha potenziato l’impiego dell’imaging intracoronarico e degli strumenti per la valutazione funzionale delle lesioni. Tra questi figurano IVUS, OCT e FFR, utilizzati per studiare con precisione la parete delle arterie e ottimizzare il posizionamento degli stent. Le tecniche vengono applicate anche nei casi più difficili, dalle lesioni calcifiche alle occlusioni croniche totali, affrontate con approcci anterogradi e retrogradi.
Accanto all’assistenza, il centro partecipa a studi e registri nazionali e internazionali. Le attività di ricerca hanno contribuito a pubblicazioni scientifiche e a collaborazioni con strutture come l’IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, in particolare nell’ambito delle patologie valvolari. Per le malattie coronariche complesse, la struttura ha preso parte anche allo studio multicentrico ROLLING STONE, dedicato al trattamento delle lesioni coronariche calcifiche severe.
Secondo Pietro Bellone, i risultati sono legati al lavoro coordinato tra medici, infermieri, tecnici di radiologia e di fisiopatologia cardiocircolatoria, oltre che alla collaborazione con il 118 e il Pronto Soccorso. Il direttore ha inoltre sottolineato il contributo della Direzione di ATS Liguria e di Area2 al funzionamento della struttura.