Nazionale

Sambuca Pistoiese, da quattro anni manca il medico di famiglia

L’Uncem scrive a Schillaci e sollecita misure nazionali per garantire cure nei territori appenninici.

millecinquecento giorni. La situazione è stata riportata al centro dell’attenzione durante una manifestazione organizzata nel paese nella mattinata di sabato 24 ottobre, alla presenza del sindaco Marco Breschi.

La carenza non riguarda soltanto il Comune pistoiese. In numerosi territori montani italiani ambulatori vuoti e sedi prive di professionisti costringono i cittadini a percorrere anche decine di chilometri per una visita. A essere maggiormente esposti sono anziani, famiglie e persone con difficoltà negli spostamenti, private di un presidio considerato essenziale per la vita delle comunità.

La richiesta dell’Uncem al Governo

Di fronte a questa situazione, l’Uncem, l’Unione nazionale dei Comuni delle Comunità e degli Enti montani, ha scritto al ministro della Salute Orazio Schillaci chiedendo un intervento immediato del Governo e del Parlamento. L’organizzazione considera inaccettabile che nei piccoli Comuni montani l’accesso alle cure sia più difficile rispetto alle città e che siano i sindaci a dover cercare ogni giorno soluzioni a una carenza del sistema sanitario.

Secondo il presidente nazionale dell’Uncem, Marco Bussone, l’assenza di un medico per un periodo così lungo rappresenta una grave criticità per un Paese che riconosce la salute come diritto costituzionale. L’associazione sollecita una normativa nazionale vincolante, valida in tutte le Regioni, per rendere più attrattivo il lavoro dei medici di medicina generale nei piccoli centri montani.

Incentivi e piano nazionale

Tra le misure indicate figurano indennità territoriali, agevolazioni fiscali, sostegni agli ambulatori, incentivi all’insediamento e nuove modalità organizzative. L’Uncem chiede inoltre l’attuazione dei crediti d’imposta previsti dalla legge sulla montagna 131 del 2025, sostenendo che le misure fiscali debbano diventare operative e non restare subordinate all’adozione di provvedimenti attuativi.

Nel documento indirizzato al ministro, l’organizzazione sottolinea che non sono sufficienti Case della Comunità, telemedicina e progetti se non vengono garantiti professionisti presenti e ambulatori aperti. La richiesta è quella di un Piano nazionale per la medicina nei territori montani, con risorse dedicate, una mappatura delle sedi vacanti e tempi certi per assicurare l’assistenza nei Comuni oggi scoperti.

Per l’Uncem, la presenza di un medico è una condizione fondamentale per mantenere vive le aree montane. L’associazione chiede quindi al Governo di assumere la carenza tra le priorità nazionali, sbloccare gli incentivi fiscali e al Parlamento di definire regole comuni capaci di superare le differenze tra le Regioni.