Getto debole, difficoltà a iniziare la minzione, bisogno di urinare spesso e risvegli durante la notte spingono facilmente a pensare alla prostata, soprattutto dopo i 70 anni. Questi disturbi possono accompagnare un’iperplasia prostatica benigna, ma non sono esclusivi e, da soli, non consentono una diagnosi.
L’ingrossamento benigno della prostata diventa più frequente con l’età, ma può comparire anche prima dei settant’anni. Tra i segnali più comuni ci sono un flusso lento, debole o intermittente e la difficoltà a iniziare a urinare. Può comparire anche la sensazione che la vescica non si sia svuotata del tutto. Si tratta di una percezione reale, che però non coincide necessariamente con la quantità di urina rimasta.
Frequenza, urgenza e nicturia
Il residuo post-minzionale può essere verificato soltanto con una misurazione obiettiva. Anche un valore elevato non dimostra automaticamente che esista un’ostruzione provocata dalla prostata, ma indica la necessità di approfondire l’efficienza dello svuotamento vescicale.
Tra i disturbi delle basse vie urinarie rientrano anche la maggiore frequenza durante il giorno e l’urgenza, cioè un bisogno improvviso e difficile da rimandare. Quando ci si sveglia durante la notte per urinare si parla di nicturia. Il numero dei risvegli, tuttavia, non è un test per stabilire se la causa sia prostatica.
La nicturia può dipendere da una maggiore produzione di urina nelle ore notturne, da alcuni farmaci o da disturbi del sonno come le apnee ostruttive. Può inoltre essere associata a condizioni generali come diabete e scompenso cardiaco. Per questo la gravità dei sintomi non permette di dedurre con precisione le dimensioni della ghiandola: una prostata voluminosa può dare pochi problemi, mentre un aumento contenuto può provocare fastidi rilevanti.
Come si arriva alla causa e quando intervenire
La valutazione parte dalla storia clinica, dall’analisi dei farmaci assunti, dalla visita e dall’esame delle urine. I questionari aiutano a misurare l’impatto dei disturbi, ma non ne identificano l’origine. Se il problema principale riguarda la notte, il medico può consigliare un diario minzionale di almeno tre giorni, con orari e quantità delle minzioni.
Anche il PSA non viene prescritto automaticamente a chi presenta questi sintomi dopo i settant’anni. Il suo impiego va discusso valutando se il risultato possa modificare concretamente la gestione clinica. I disturbi urinari, inoltre, non permettono da soli di distinguere tra ingrossamento benigno, ostruzione, problemi della vescica o altre condizioni.
Alcuni segnali richiedono invece un intervento tempestivo. L’impossibilità completa di urinare è un’urgenza e necessita di assistenza immediata. Un contatto medico rapido è indicato anche in presenza di sangue nelle urine, dolore importante nella parte bassa dell’addome oppure febbre e brividi associati ai disturbi urinari. Negli altri casi, annotare quando compaiono i sintomi e come si manifestano aiuta il medico a individuare la causa reale.