Postura, respirazione, espressioni facciali e stato d’animo possono influenzare il modo in cui affrontiamo i pasti e, secondo l’approccio della nutrigenomica, contribuire a modificare le risposte dell’organismo. Il testo mette in relazione lo stile di vita con i processi attraverso i quali le cellule attivano o disattivano determinate funzioni, senza modificare la sequenza del Dna.
L’esempio proposto contrappone due situazioni. Da una parte c’è chi mangia rapidamente alla scrivania, con le spalle contratte, il respiro corto e un livello elevato di ansia o irritazione. Dall’altra chi si concede una pausa in un ambiente rilassante, mantenendo una respirazione più profonda e consumando il cibo con maggiore calma. Secondo questa lettura, la differenza tra i due comportamenti risiederebbe nei segnali inviati al sistema nervoso e nelle conseguenze sulla digestione.
Il rapporto tra corpo e stato emotivo
La tesi sostenuta è che mente e corpo comunichino in entrambe le direzioni. Un’emozione può modificare la postura, il tono della voce e il ritmo del respiro, ma anche un cambiamento volontario dell’atteggiamento fisico può contribuire a influenzare la percezione dello stato d’animo. Aprire le spalle, sollevare lo sguardo e rallentare il respiro vengono indicati come gesti utili a ridurre la sensazione di tensione e a interrompere il collegamento tra pensieri negativi e rigidità muscolare.
Nel testo, una postura chiusa e una respirazione superficiale vengono associate a una condizione di allarme. Questa situazione, sempre secondo l’impostazione proposta, potrebbe incidere sulla produzione di ormoni e neurotrasmettitori, sulla secrezione degli enzimi digestivi e sull’attività intestinale. Vengono citati anche il cortisolo, la permeabilità intestinale e la composizione del microbiota, collegati a un possibile aumento dell’infiammazione e alla ricerca di alimenti ricchi di zuccheri e grassi.
Attenzione e preparazione al pasto
Un altro elemento centrale è il cosiddetto focus mentale, cioè la direzione verso cui si concentra l’attenzione. L’autore lo descrive attraverso un esercizio basato sulla ricerca di oggetti di colori diversi: ciò che cerchiamo tende a essere notato più facilmente, mentre gli elementi non presenti nel nostro obiettivo possono passare inosservati. La stessa dinamica viene applicata agli stati d’animo e alla vita quotidiana, dove una concentrazione costante sui problemi può ridurre la percezione delle opportunità.
Prima di sedersi a tavola, il testo suggerisce quindi di creare condizioni più distese: assumere una posizione aperta, respirare lentamente e ridurre le distrazioni. Tra gli esercizi proposti c’è anche quello della matita tenuta orizzontalmente tra i denti per simulare l’attivazione dei muscoli del sorriso. L’obiettivo dichiarato è preparare il corpo al pasto e favorire una maggiore consapevolezza del momento.
Il confronto finale è tra il cosiddetto mangiatore da scrivania, impegnato a consumare il cibo in fretta e sotto pressione, e il mangiatore da panchina, più rilassato e attento a ciò che sta facendo. La conclusione invita a considerare la postura e l’orientamento dei pensieri come componenti dell’esperienza alimentare. Le relazioni tra stress, digestione, microbiota ed epigenetica vengono presentate come parte di un modello interpretativo che collega comportamento, sistema nervoso e funzionamento dell’organismo.