Bologna (BO)

Nuove prospettive a Bologna contro l’osteosarcoma

Una giovane scienziata ha ottenuto 468mila euro per analizzare il rapporto tra fibre nervose e tumore raro

Gemma Di Pompo, ricercatrice dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, ha partecipato al Quirinale alla cerimonia di apertura de I Giorni della Ricerca, iniziativa organizzata dalla Fondazione Airc con la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’appuntamento è dedicato al sostegno della ricerca oncologica e ha riunito studiosi e rappresentanti delle istituzioni.

La ricercatrice lavora nel Laboratorio di Scienze e Tecnologie Biomediche e Nanobiotecnologie del Rizzoli. Per il suo progetto sull’osteosarcoma ha ottenuto un finanziamento Airc di 468mila euro, con una durata prevista di cinque anni. Lo studio, avviato a gennaio 2026, analizza il ruolo dell’innervazione periferica nella progressione di questo raro tumore maligno dello scheletro.

Il rapporto tra nervi e tumore

Il progetto nasce da una ricerca pubblicata sul Journal of Experimental & Clinical Cancer Research, nella quale Di Pompo è stata prima autrice. I risultati hanno mostrato per la prima volta che i nervi reclutati e sostenuti dal microambiente dell’osteosarcoma possono favorire la proliferazione e la migrazione delle cellule neoplastiche, contribuendo all’aggressività della malattia.

Il nuovo lavoro punta ad approfondire i meccanismi cellulari e molecolari del dialogo bidirezionale tra nervi e osteosarcoma. L’obiettivo è verificare se farmaci già utilizzati con efficacia per altre patologie non oncologiche possano contribuire a interrompere questo asse neuro-tumorale. Si tratta di una linea di ricerca che potrebbe offrire nuove ipotesi terapeutiche, ma che dovrà essere sviluppata e verificata nel corso del progetto.

Un tumore raro che colpisce soprattutto i giovani

L’osteosarcoma è il tumore maligno primitivo dello scheletro più frequente e registra un’incidenza di circa 3,4 casi per milione di persone ogni anno. La malattia interessa soprattutto persone tra i 10 e i 30 anni. Secondo quanto spiegato dalla ricercatrice, l’ipotesi è che la comunicazione reciproca tra fibre nervose e cellule tumorali alimenti la progressione del sarcoma e che un intervento su questo meccanismo possa aprire nuove strade per il trattamento.

Il finanziamento è stato assegnato attraverso il programma My First AIRC Grant, rivolto a giovani scienziati che non hanno ancora ricevuto un contributo della Fondazione. I progetti vengono selezionati tramite una valutazione basata sulla peer review internazionale, considerando rilevanza oncologica, innovazione e fattibilità. Di Pompo ha sottolineato il ruolo del sostegno dei donatori e della collaborazione tra ricercatori e clinici, elemento centrale dell’attività del Rizzoli.