La presenza di Legionella nelle reti idriche di alcune scuole e palestre del Ferrarese ha riacceso l’attenzione sulla gestione degli impianti e sulla prevenzione del rischio. La dirigente medica Diletta Pelloni, dell’Unità operativa complessa di Igiene pubblica delle Aziende sanitarie di Ferrara, ha precisato che i rilevamenti positivi non equivalgono automaticamente a casi di legionellosi. Nessuna delle positività riscontrate è infatti risultata collegata a persone ammalate che abbiano frequentato le strutture interessate.
Nelle scorse settimane il batterio era stato individuato nelle reti idriche di quattro plessi dei servizi educativi comunali per la fascia 0-6 anni: Neruda, Cavallari, Trenino e Mongolfiera. Successivamente, controlli analoghi avevano riguardato quattro palestre cittadine, quelle delle scuole primarie Matteotti, Govoni e Villaggio Ina di Barco, oltre al Palazzo delle Palestre. In tutti i casi sono state attivate le misure precauzionali previste e gli interventi di disinfezione.
Come avviene l’esposizione
La dirigente medica ha richiamato la necessità di distinguere la contaminazione dell’acqua dal rischio effettivo per la salute. La Legionella, ha spiegato, non si contrae bevendo l’acqua del rubinetto, ma attraverso l’inalazione di aerosol contaminato, cioè minuscole goccioline che possono formarsi durante l’uso di docce o di altri dispositivi capaci di nebulizzare l’acqua. Anche il livello della contaminazione incide sulla possibilità che si sviluppi la malattia: la semplice presenza del batterio non determina sempre un rischio elevato.
Per questo motivo, i rilevamenti non devono essere trascurati. La corretta gestione degli impianti richiede una valutazione del rischio affidata a professionisti esperti, in grado di individuare i punti critici e programmare le azioni necessarie per mantenere la presenza del batterio ai livelli più bassi possibile. Le strutture devono inoltre disporre della documentazione che dimostri l’analisi del rischio e l’adozione delle misure di prevenzione.
Le procedure della Sanità pubblica
Quando viene notificato un caso di legionellosi, l’Unità di Igiene pubblica avvia immediatamente un’indagine epidemiologica per individuare le possibili fonti di esposizione. L’analisi prende in esame i dieci giorni precedenti l’esordio dei sintomi, considerati il periodo di incubazione della malattia. Se tra i luoghi frequentati dal paziente emerge una struttura potenzialmente coinvolta, gli operatori effettuano un sopralluogo e raccolgono campioni dell’acqua per verificare il livello di contaminazione.
Accanto alle verifiche avviate dopo la segnalazione di un caso, l’Igiene pubblica svolge attività preventive sul territorio provinciale. Sono previsti controlli a campione nelle strutture turistico-ricettive e in quelle socio-sanitarie assistenziali, con l’obiettivo di monitorare il rischio e favorire l’applicazione delle misure necessarie. Nel caso delle scuole e delle palestre interessate dai recenti rilevamenti, resta confermata l’assenza di casi di malattia collegati alle positività individuate.