Moncalieri (TO)

Moncalieri, studio sulle suture per ridurre le infezioni chirurgiche

Il progetto multicentrico dell’Asl To5 valuterà il diacetato di clorexidina dopo operazioni addominali.

La struttura di chirurgia dell’ospedale Santa Croce di Moncalieri, appartenente all’Asl To5, parteciperà nel 2026 a uno studio multicentrico dedicato alla prevenzione delle infezioni del sito chirurgico dopo gli interventi addominali. La struttura è diretta da Gabriele Pozzo, mentre Andrea Caneparo ricopre il ruolo di principal investigator della ricerca.

La sperimentazione sulle suture

Lo studio valuterà l’efficacia dell’applicazione del diacetato di clorexidina alle suture chirurgiche, analizzandone il possibile impiego in alternativa al triclosano. L’obiettivo è verificare se il trattamento possa ridurre l’adesione dei batteri sui dispositivi impiantabili e contribuire a limitare l’insorgenza di complicanze infettive dopo l’operazione.

Le infezioni della ferita chirurgica sono tra le complicazioni post-operatorie più frequenti. La penetrazione dei batteri nella ferita può prolungare la degenza ospedaliera e influire sul decorso dei pazienti. Per questo la ricerca è stata progettata per raccogliere evidenze cliniche su larga scala sulla sicurezza e sull’efficacia della clorexidina nella pratica quotidiana.

Il monitoraggio nei 30 giorni

L’analisi prenderà in considerazione la frequenza delle infezioni superficiali e profonde della ferita nei 30 giorni successivi all’intervento. Il progetto stima una riduzione del tasso di infezione dall’11 per cento previsto nel gruppo sottoposto alla procedura standard all’8 per cento nel gruppo trattato con clorexidina: un calo atteso di circa il 28,6 per cento.

La partecipazione della chirurgia di Moncalieri consentirà all’Asl To5 di contribuire alla valutazione di una tecnologia applicabile ai protocolli di chiusura delle ferite addominali. I risultati, una volta disponibili, potranno fornire elementi utili per ottimizzare le procedure cliniche e approfondire l’impiego della soluzione anche su altri dispositivi impiantabili esposti al rischio di formazione di biofilm batterico.