Terni (TR)

L’Hospice di Terni raccontato da una testimonianza familiare

Loredana Alfieri ringrazia équipe e azienda sanitaria: sostegno offerto durante la malattia della madre dell’amica

Una testimonianza personale per richiamare l’attenzione su una realtà sanitaria del territorio ternano e sul lavoro delle persone che vi operano. Loredana Alfieri racconta l’esperienza vissuta accanto alla madre di una cara amica durante una malattia oncologica e rivolge un riconoscimento all’Hospice di Terni, gestito dalla Usl Umbria 2.

La struttura si trova all’interno del parco Le Grazie, in viale Trento 21/H. Alfieri spiega di aver avuto modo di seguire da vicino il percorso della donna, arrivato al decesso dopo circa quindici giorni dall’aggravarsi della malattia. Il racconto nasce da una vicinanza personale e amicale, maturata anche perché la testimone proviene da un’altra regione.

Il ruolo dell’équipe

Nella lettera viene ricordata in particolare la dottoressa Manuela Margaritelli, oncologa dell’Hospice, descritta come preparata, empatica e disponibile. Secondo la testimonianza, la professionista ha seguito la paziente nell’ambito delle cure palliative, mantenendo la propria disponibilità 24 ore su 24 per quanto riguardava la malattia.

Alfieri collega questa esperienza anche alle difficoltà vissute dalla frazione in cui risiede, segnata, scrive, da problemi di viabilità, comunicazione e da altri disservizi. In questo contesto, l’assistenza ricevuta durante la fase più delicata della malattia viene indicata come un elemento di particolare rilievo per la paziente e per chi le era vicino.

La conoscenza delle cure palliative

La lettera richiama inoltre la necessità di una maggiore conoscenza delle cure palliative, che secondo Alfieri non dovrebbero essere confuse con l’eutanasia. L’obiettivo, nel suo racconto, è accompagnare il malato e la famiglia, contribuendo ad alleviare la sofferenza fisica e il peso emotivo dell’assistenza.

Nel passaggio conclusivo, la testimone riconosce l’impegno della Usl Umbria 2 in una fase caratterizzata, a suo giudizio, da difficoltà e carenze che interessano la sanità italiana. Il ringraziamento viene rivolto anche al direttore sanitario Alfredo Notargiacomo, al direttore generale Roberto Noto, al direttore amministrativo Piero Carsili e alla dottoressa Margaritelli per la dedizione mostrata nel percorso seguito dalla paziente.