Toscana

La musica entra nei percorsi per i disturbi alimentari

Nel centro Auryn canto, ritmo e strumenti hanno affiancato psicoterapia, mindfulness ed educazione nutrizionale

La musica è entrata nei percorsi riabilitativi dedicati ai disturbi alimentari del centro Auryn dell’Istituto di Agazzi, ad Arezzo. Il progetto, curato dalla pianista e docente Lara Viviani, si è sviluppato durante l’estate con incontri settimanali dedicati agli ospiti della struttura.

Il laboratorio ha utilizzato canto, ritmo, ascolto e strumenti musicali come occasioni di espressione, relazione e conoscenza di sé. La proposta è stata pensata per affiancare le attività già previste dal centro, specializzato nel trattamento di anoressia nervosa, bulimia nervosa, alimentazione incontrollata e obesità.

Un linguaggio diverso per esprimere emozioni

Le attività quotidiane di psicoterapia, psicoeducazione, mindfulness ed educazione nutrizionale sono state quindi integrate con un percorso musicale costruito in base alle caratteristiche e ai bisogni dei partecipanti. Ascoltare un brano, produrre un suono, seguire un ritmo o usare la voce hanno offerto modalità alternative per entrare in contatto con sé stessi e con gli altri.

Secondo l’impostazione del progetto, il linguaggio musicale può funzionare come un canale di comunicazione non verbale, utile a dare forma a sensazioni ed emozioni individuali. Gli incontri hanno creato uno spazio protetto nel quale sperimentare, per il tempo della lezione, una pausa dalle dinamiche legate al disturbo alimentare, lasciando spazio a curiosità, creatività e piacere dell’attività.

Il percorso dell’Istituto di Agazzi

Le sette note sono state così inserite tra gli strumenti di supporto ai percorsi di Auryn, accanto alle competenze cliniche e terapeutiche. L’obiettivo dichiarato dal centro è promuovere un approccio globale alla persona, orientato al miglioramento della qualità della vita e al cambiamento dei comportamenti patologici legati al cibo e al corpo.

Nel progetto è stata valorizzata anche la dimensione personale degli ospiti, attraverso le loro risorse, sensibilità e possibilità di espressione. Lara Viviani ha spiegato che la musica può aiutare chi affronta un disturbo alimentare a vivere il corpo partendo dalle proprie capacità e percezioni, spostando l’attenzione su ciò che il corpo può sentire e fare.

Per la docente, le note possono diventare un ponte tra le sensazioni individuali e ciò che circonda la persona. Viviani ha ringraziato gli operatori e gli utenti di Auryn per l’esperienza, sottolineando il valore della musica non soltanto come strumento da suonare, ma anche come spazio per sentirsi liberi di essere, ascoltare e sperimentare.