Bere kefir al mattino viene spesso considerato un rimedio semplice contro la pesantezza dopo i pasti e il senso di sazietà precoce. Tuttavia, per chi ha più di 50 anni, le prove cliniche disponibili non consentono di raccomandare questa abitudine per trattare quella che comunemente viene definita digestione lenta. Non è stato inoltre dimostrato che il consumo a colazione offra un vantaggio specifico rispetto ad altri momenti della giornata.
Prima di valutare l’effetto della bevanda è necessario capire quale disturbo si intenda affrontare. Pienezza, sazietà precoce, dolore o bruciore nella parte alta dell’addome rientrano nella dispepsia, una condizione distinta dal reflusso e dalla stitichezza. La sensazione di avere lo stomaco appesantito non dimostra, da sola, un reale rallentamento dello svuotamento gastrico.
Le evidenze sul kefir restano limitate
Gli studi sul kefir hanno preso in esame prodotti, quantità, tempi di assunzione e gruppi di persone molto diversi tra loro. Per questo non permettono di stabilire un beneficio mirato contro la dispepsia. Anche quando vengono osservate modificazioni della flora batterica, non è chiaro se tali cambiamenti producano un miglioramento concreto dei sintomi.
Va inoltre distinta la nozione di alimento fermentato da quella di probiotico. La presenza di microrganismi vivi non garantisce automaticamente un effetto clinico utile: per poter parlare di beneficio probiotico servono prove specifiche sui ceppi presenti e sulle quantità assunte.
Quando il problema è il lattosio
Se il fastidio compare dopo aver bevuto latte, la causa potrebbe essere una ridotta capacità di digerire il lattosio, non un rallentamento dello stomaco. Un test condotto su 15 persone ha rilevato una migliore digestione dello zucchero e una riduzione della flatulenza quando il kefir è stato utilizzato al posto del latte. Si tratta però di un dato preliminare, riferito esclusivamente a chi presenta difficoltà con il lattosio.
Nell’intolleranza, il lattosio non digerito richiama liquidi e viene fermentato, favorendo gas, gonfiore, dolori addominali e diarrea. L’allergia alle proteine del latte è invece una reazione del sistema immunitario: per le persone allergiche, il kefir può essere rischioso quanto il latte tradizionale.
Il kefir viene talvolta utilizzato anche per contrastare la stitichezza, ma stomaco e intestino hanno funzioni diverse. Una ricerca pilota su 20 persone ha osservato un miglioramento del transito dopo mezzo litro al giorno per quattro settimane, senza tuttavia prevedere un gruppo placebo. Alcuni partecipanti hanno riferito gonfiore e nausea lievi e transitori.
Se pienezza o bruciore si ripetono con regolarità, soprattutto dopo i 50 anni, è opportuno parlarne con il medico. La dispepsia può essere collegata a ulcera, infezione da Helicobacter pylori, farmaci antinfiammatori, integratori di ferro o terapie con agonisti del recettore GLP-1. Non bisogna sospendere autonomamente i trattamenti già prescritti.
Una valutazione tempestiva è necessaria in presenza di difficoltà a deglutire, dimagrimento involontario, vomito frequente, sangue nel vomito o feci scure. Dolore al petto e mancanza di respiro richiedono invece soccorso immediato, senza attribuirli a una semplice indigestione.