La prevista chiusura notturna del Punto di primo intervento di Morbegno arriva in Consiglio regionale. Il consigliere lombardo del Partito Democratico Carlo Borghetti ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere la sospensione delle attività preparatorie della sperimentazione annunciata dall’ASST Valtellina e Alto Lario a partire dal 1° dicembre.
L’iniziativa nasce dal confronto con il PD provinciale di Sondrio, che ha raccolto le preoccupazioni espresse da cittadini e amministratori sulla riorganizzazione dell’assistenza sanitaria in Bassa Valtellina. Borghetti chiede alla Regione e all’azienda sanitaria di approfondire i dati relativi all’attività notturna del presidio e le conseguenze che la nuova organizzazione potrebbe avere sul territorio.
I dati sugli accessi durante la notte
Secondo le informazioni illustrate dall’ASST Valtellina e Alto Lario, tra il 1° settembre 2025 e il 31 agosto 2026 il PPI di Morbegno ha registrato 11.605 accessi complessivi. Di questi, 2.324 sono avvenuti nelle ore notturne, con una media di 6,4 pazienti per notte. In 42 casi si è reso necessario il ricovero.
Per il Partito Democratico, i numeri devono essere analizzati anche considerando la tipologia delle patologie trattate, le prestazioni effettuate e le modalità con cui i pazienti verrebbero assistiti dopo la chiusura notturna. Tra gli aspetti da verificare c’è anche il possibile aumento degli accessi ai pronto soccorso di Sondrio e Gravedona, con ricadute sui tempi di attesa e sulla capacità di risposta delle strutture.
Le richieste del Partito Democratico
Il segretario provinciale del PD di Sondrio, Michele Iannotti, sottolinea che l’organizzazione dei servizi nei territori montani deve tenere conto delle distanze, dei tempi di percorrenza, delle condizioni delle strade durante l’inverno e della presenza di anziani e persone fragili. A suo giudizio, la media di sei accessi notturni rappresenta comunque una domanda concreta di assistenza.
Iannotti richiama inoltre il progressivo ridimensionamento dei servizi sanitari a Morbegno e chiede maggiori investimenti regionali, insieme a misure per rendere più attrattivo il lavoro nelle strutture di montagna. Tra le proposte indicate figurano incentivi economici, opportunità di crescita professionale e percorsi di carriera per affrontare la carenza di personale sanitario.
Un quadro più dettagliato dell’attività del presidio viene sollecitato anche da Marco Tam, responsabile welfare del PD provinciale. La richiesta riguarda il numero e il tipo di prestazioni effettuate, le patologie trattate e le soluzioni previste per i pazienti nella nuova organizzazione. Tam chiede inoltre di valutare quanti residenti del Morbegnese si rivolgano già ai pronto soccorso di Sondrio e Gravedona.
La coordinatrice del Circolo PD Giulio Spini di Morbegno, Tania Boiani, riferisce infine di una diffusa preoccupazione tra famiglie, anziani e residenti delle valli laterali. Il PD chiede che le decisioni siano condivise con amministrazioni locali e popolazione e che il potenziamento del soccorso territoriale si aggiunga ai servizi esistenti, senza sostituire l’apertura notturna del presidio. La richiesta alla Regione è quindi di sospendere la sperimentazione e procedere con ulteriori verifiche sull’organizzazione dell’assistenza in Bassa Valtellina.