Toscana

Fine vita, Cappato rilancia il diritto alla scelta

L’appuntamento ha registrato il tutto esaurito, tra domande e richieste di procedure certe per chi soffre.

La Casermetta San Salvatore ha ospitato il 27 agosto l’incontro Liberi fino alla fine, dedicato ai diritti, alla libertà personale e all’assistenza medica nel percorso di fine vita. La sala ha registrato il tutto esaurito, con una partecipazione numerosa e molte domande rivolte ai relatori. Al centro della serata, il tema della possibilità per le persone affette da condizioni di sofferenza ritenute insopportabili di decidere sul proprio percorso, nel quadro previsto dalla legge italiana.

Il quadro normativo

L’iniziativa è stata introdotta da Laura Favilla dell’Associazione Luca Coscioni, che ha illustrato l’evoluzione della normativa e il ruolo delle pronunce della Corte costituzionale. Con lei era presente Daniele Bianucci, capogruppo di Sinistra Civica Ecologista. Il confronto ha riguardato anche le difficoltà nell’applicazione delle procedure sul territorio nazionale e la necessità, sostenuta dai promotori, di garantire tempi e regole omogenee.

Tra gli ospiti c’era Marco Cappato, esponente dell’Associazione Luca Coscioni, che ha richiamato le battaglie condotte dall’organizzazione e le iniziative di disobbedienza civile sul tema. Secondo Cappato, una sentenza della Corte costituzionale ha già riconosciuto, in presenza di determinate condizioni, la possibilità di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria attraverso il Servizio sanitario nazionale. Il problema, ha spiegato, è che questo diritto non sarebbe applicato in modo uniforme nelle diverse aree del Paese.

Le proposte dell’associazione

Cappato ha ricordato inoltre l’approvazione di leggi regionali in Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna, con l’obiettivo di definire procedure e tempi per l’accesso all’aiuto medico alla morte volontaria. L’associazione punta ora a estendere iniziative analoghe alle altre regioni, in attesa di una disciplina nazionale. Nel corso della serata è stato citato anche il primo caso, avvenuto in Lombardia, in cui il servizio sanitario regionale avrebbe messo a disposizione strutture e personale medico per una procedura di questo tipo.

Il dibattito politico resta aperto. Il Governo ha all’esame un progetto di legge sul fine vita che, secondo quanto riferito durante l’incontro, escluderebbe il Servizio sanitario nazionale dalle procedure di suicidio assistito. Cappato ha espresso perplessità sull’orientamento dell’attuale maggioranza e ha sostenuto la necessità di una legge nazionale sull’eutanasia legale, indicata dall’associazione come alternativa alle situazioni clandestine e prive di regole certe.

Nel suo intervento, l’esponente dell’Associazione Luca Coscioni ha collegato il tema ai progressi della medicina e all’allungamento della vita, sostenendo che proprio l’aumento delle possibilità terapeutiche renda necessario discutere anche dei limiti delle cure e della libertà individuale. Ha quindi invitato a mantenere aperto il confronto, osservando che chi non intende avvalersi di queste possibilità non sarebbe obbligato a farlo. L’iniziativa si è conclusa con un nuovo appello a discutere pubblicamente della sofferenza e delle scelte nella fase finale dell’esistenza.