Con il passare degli anni può cambiare il modo di concentrarsi, organizzarsi e gestire più compiti contemporaneamente. Nelle donne, la transizione della menopausa è una fase in cui queste difficoltà possono diventare più evidenti. Un nuovo studio ha analizzato se l’attività aerobica praticata con regolarità possa sostenere alcune capacità mentali utili nella vita quotidiana.
Lo studio su attività fisica e funzioni cognitive
I ricercatori hanno coinvolto 93 donne sane dal punto di vista cognitivo, di età compresa tra 20 e 67 anni. Nel gruppo erano presenti partecipanti sia prima sia dopo la menopausa. Le donne sono state assegnate a uno di due programmi della durata di sei mesi: un allenamento aerobico, basato su esercizi cardiovascolari, oppure attività di stretching e tonificazione.
L’obiettivo era verificare se lo stato menopausale potesse modificare gli effetti dell’allenamento sulle capacità cognitive. In particolare, sono state valutate le funzioni esecutive: pianificazione, flessibilità mentale, controllo dell’attenzione e capacità di gestire più informazioni insieme. I ricercatori hanno misurato anche la velocità di elaborazione mentale e altri parametri collegati alla forma fisica.
Il risultato principale riguarda le partecipanti in post-menopausa che avevano seguito il programma aerobico. In queste donne è stato osservato un miglioramento più marcato delle funzioni esecutive rispetto sia al gruppo impegnato nello stretching e nella tonificazione, sia alle partecipanti prima della menopausa.
L’effetto era già rilevabile dopo tre mesi ed è rimasto visibile al termine dei sei mesi. I risultati non indicano però un vantaggio generalizzato per tutte le aree cognitive: i benefici sembrano concentrarsi soprattutto sulle funzioni esecutive e non riguardare nello stesso modo la memoria o la velocità mentale complessiva.
Costanza e limiti dei risultati
Nella vita di tutti i giorni, le funzioni esecutive servono a pianificare una giornata impegnativa, seguire una conversazione complessa, passare da un’attività all’altra e limitare le distrazioni. Il possibile effetto osservato nello studio, quindi, riguarda abilità concrete e non una generica idea di “mente più giovane”.
Un elemento pratico è la regolarità del programma: le partecipanti svolgevano attività fisica quattro volte alla settimana per diversi mesi. Il dato suggerisce che l’eventuale beneficio sia associato alla continuità, più che a uno sforzo occasionale. Non è tuttavia possibile stabilire da questi risultati che l’esercizio prevenga malattie neurodegenerative o che l’effetto valga per tutte le donne.
Lo studio è infatti un’analisi secondaria di una ricerca controllata randomizzata. Il campione era inoltre relativamente piccolo e comprendeva donne sane appartenenti a una fascia d’età ampia. Servono quindi ulteriori studi, progettati specificamente per chiarire il rapporto tra menopausa, attività aerobica e funzioni cognitive.
La conclusione più prudente è che l’attività aerobica regolare potrebbe contribuire a sostenere alcune capacità mentali, soprattutto dopo la menopausa. Si tratta di un possibile elemento dello stile di vita, non di una terapia né di una garanzia individuale. La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Alzheimer’s Disease con il titolo “Can menopausal status moderate the effects of aerobic exercise on executive functions? Evidence from a randomized controlled trial”, DOI 10.1177/13872877261471900.