Toscana

Donazione di organi, il caso Lunigiana torna in Consiglio regionale

Jacopo Ferri chiede chiarimenti sugli otto decessi registrati tra Pontremoli e Fivizzano nel primo semestre 2026.

La mancata attivazione del servizio di procurement per la donazione di organi e tessuti in Lunigiana torna al centro del confronto in Consiglio regionale. A sollevare nuovamente la questione è Jacopo Ferri, consigliere di Forza Italia, che ha presentato un’interrogazione alla Regione Toscana per chiedere chiarimenti sull’organizzazione del servizio e sulle modalità con cui viene garantita l’applicazione uniforme dei Livelli essenziali di assistenza anche nei presidi periferici.

I dati del primo semestre 2026

Al centro dell’iniziativa ci sono i dati relativi al periodo compreso tra gennaio e giugno 2026. Secondo quanto riferito dal consigliere, nei presidi della Lunigiana si sarebbero verificati otto decessi per lesione cerebrale acuta: sette all’ospedale Sant’Antonio Abate di Pontremoli e uno a Fivizzano. Ferri sostiene che questi casi avrebbero dovuto essere valutati dal Centro regionale trapianti ai fini dell’eventuale avvio delle procedure di procurement.

L’interrogazione chiede alla Regione di spiegare perché gli otto pazienti non siano stati trasferiti a Massa per completare l’iter previsto dall’attuale organizzazione e come venga assicurata la segnalazione al Centro regionale trapianti dei decessi potenzialmente compatibili con le procedure di donazione. Il consigliere afferma che il servizio di procurement in Lunigiana non sarebbe concretamente operativo, con il rischio di non poter dare seguito alla volontà espressa dai cittadini che hanno dichiarato il proprio consenso alla donazione.

Le richieste alla Regione

Ferri richiama inoltre le segnalazioni ricevute da associazioni, operatori sanitari e comitati civici. In alcuni casi, secondo quanto riportato nell’interrogazione, nelle schede cliniche sarebbe comparsa la dicitura donazione non effettuata per problemi tecnici. Il consigliere ricorda anche che nel corso del 2025 era stata prospettata l’attivazione del servizio entro marzo 2026, ma che questo impegno non sarebbe stato rispettato.

La vicenda era già stata sottoposta all’attenzione dell’assemblea regionale attraverso una mozione depositata il 17 luglio e non ancora discussa. Ora Ferri torna a sollecitare un intervento, sostenendo che l’attuale situazione possa determinare una disparità di trattamento rispetto ad altre aree della Toscana e la perdita di potenziali donazioni destinate ai pazienti in lista d’attesa.

La richiesta rivolta alla Regione è di accertare le ragioni della mancata piena attivazione del servizio e di predisporre personale formato, procedure operative e reperibilità adeguate. Ferri domanda inoltre quando partirà concretamente il procurement per i donatori di cornea e chiede che siano garantite condizioni omogenee di accesso alla donazione di organi e tessuti in tutto il territorio toscano.