Per controllare il colesterolo non sempre è necessario presentarsi agli esami del sangue a digiuno. Le linee guida più recenti sulla gestione delle dislipidemie considerano valido anche un prelievo eseguito dopo aver mangiato, almeno per la valutazione iniziale del profilo lipidico e del rischio cardiovascolare. La preparazione dipende soprattutto dagli esami indicati nella richiesta e dai risultati precedenti.
Il profilo lipidico comprende colesterolo totale, LDL, HDL e trigliceridi. Dopo un pasto normale, i valori non cambiano tutti nello stesso modo: nelle ore successive i trigliceridi possono aumentare in media di circa 26 mg/dL, mentre colesterolo totale e LDL possono diminuire di circa 8 mg/dL. L’HDL, invece, resta generalmente stabile. Si tratta di medie osservate nella popolazione e non di correzioni da applicare automaticamente al singolo referto.
Quando il digiuno può servire
Il digiuno torna necessario quando nella stessa richiesta sono presenti esami che lo prevedono, come la glicemia a digiuno. In questi casi bisogna seguire le indicazioni ricevute anche se il solo profilo lipidico potrebbe essere valutato senza particolare preparazione.
Un secondo prelievo a digiuno può essere richiesto se il primo esame, eseguito senza digiuno, mostra trigliceridi pari o superiori a 400 mg/dL. In questa situazione il campione serve a stimare con maggiore precisione l’LDL. Il controllo può essere indicato anche quando il medico sospetta un disturbo del metabolismo dei trigliceridi o sono presenti in famiglia dislipidemie e malattie cardiovascolari aterosclerotiche comparse precocemente. Il valore elevato richiede un approfondimento programmato, non va considerato automaticamente un’emergenza.
Se il digiuno è stato prescritto, la durata abituale è di 8-12 ore e durante questo periodo è consentita soltanto acqua semplice. Caffè, succhi e altre bevande vanno rimandati a dopo il prelievo. I farmaci non devono essere sospesi di propria iniziativa: occorre chiedere indicazioni al medico o al laboratorio, soprattutto in presenza di diabete, perché il digiuno può aumentare il rischio di ipoglicemia.
Se la preparazione è stata interrotta mangiando o bevendo, è importante informare il personale prima del prelievo. Gli esami non devono essere annullati automaticamente: sarà il personale a valutare come procedere. In generale, lo scopo del digiuno non è ottenere un numero più basso, ma un risultato che il medico possa interpretare correttamente. Per questo fa fede ciò che è scritto sulla richiesta, insieme alle indicazioni del professionista che ha prescritto gli esami.