Antonio Castracane, nato in Abruzzo nel 1924, continua a esercitare la professione medica dopo oltre 70 anni di carriera. La sua storia si lega in particolare alla Val di Sangro e a Villa Santa Maria, comune di cui è stato sindaco tra gli anni Sessanta e Settanta, prima e durante un lungo percorso dedicato all’assistenza sanitaria.
Nel 2021 al medico è stata conferita l’onorificenza di Commendatore della Repubblica Italiana. Il riconoscimento è arrivato per il servizio svolto a favore delle popolazioni della Val di Sangro durante l’emergenza sanitaria legata alla pandemia. Un incarico e un’attività professionale che hanno accompagnato diverse generazioni di pazienti.
Un’attività ancora in ambulatorio
Lo scorso anno, quando aveva 101 anni, Castracane ha eseguito l’estrazione di un dente del giudizio a un uomo di 33 anni. Si tratta di un intervento che, secondo il racconto sulla sua attività, molti medici di famiglia non eseguono direttamente. L’esperienza maturata nel tempo gli avrebbe consentito di affrontare l’operazione con attenzione e precisione.
Nel suo studio il medico continua a privilegiare il rapporto diretto con chi chiede assistenza. Tra gli strumenti che utilizza c’è anche lo stetoscopio di frassino ereditato dal padre. Castracane ascolta i pazienti, pone domande e cerca di ricostruire il quadro complessivo prima di formulare una diagnosi e indicare un piano di cura.
Il suo metodo, basato soprattutto sull’ascolto e sull’osservazione clinica, viene descritto come capace di ottenere risultati anche senza il ricorso alle tecnologie più moderne. Il dottore individua proprio nell’ascolto dei pazienti e nella possibilità di lasciarli parlare di sé uno degli elementi centrali del proprio modo di lavorare.