Lombardia

A Castellanza le buone pratiche per la sanità territoriale

L’Osservatorio Performa presenta 24 esperienze di ASST e 5 ATS, tra prevenzione, domiciliarità e innovazione organizzativa.

Quasi un adulto su due convive con una malattia cronica e l’ospedale, da solo, non riesce più a farsi carico di tutti i bisogni assistenziali. È il punto di partenza dell’Osservatorio sulle Performance Organizzative Sanitarie e Socio-Sanitarie, Performa, della LIUC Business School, che alla LIUC di Castellanza presenta i risultati della seconda edizione della call Best Practices Socio-Sanitarie in Regione Lombardia: misurare per innovare. All’iniziativa hanno aderito 24 ASST e 5 ATS lombarde.

Misurare per replicare i modelli efficaci

I risultati vengono illustrati da Emanuele Porazzi, Elisabetta Garagiola e Federica Asperti, ricercatori dell’Osservatorio Performa. L’obiettivo è accompagnare le strutture nella fase di attuazione del DM 77, la riforma della sanità territoriale, individuando ciò che funziona sul piano economico e organizzativo e nella riduzione delle liste d’attesa.

La raccolta e il confronto dei dati servono anche a rendere trasferibili le esperienze positive in altri contesti lombardi. Secondo i ricercatori, indicatori verificabili sono necessari per valutare l’effettivo impatto dei progetti, evitando che le decisioni restino affidate a opinioni non supportate da risultati misurabili.

Il convegno conclude un percorso avviato in primavera. I progetti candidati riguardano tecnologie digitali e intelligenza artificiale, prevenzione, revisione dei processi assistenziali, presa in carico centrata sul paziente, fragilità e disabilità, modelli integrati e governance fondata sui dati. Sono state ammesse sia esperienze già realizzate, con risultati verificabili, sia iniziative ancora in sviluppo ma sostenute da un solido impianto progettuale.

Prevenzione e integrazione tra ospedale e territorio

Dal lavoro dell’Osservatorio emerge un forte impegno sulla prevenzione, sulla promozione della salute e sulla revisione dei percorsi assistenziali, anche attraverso l’ingresso di nuove figure professionali, come lo psicologo delle cure primarie e l’ingegnere gestionale. Restano invece in fase di definizione le applicazioni della telemedicina e dell’intelligenza artificiale, insieme alle regole per il loro utilizzo.

La telemedicina appare particolarmente utile nei territori montani, dove una visita può richiedere diverse ore di viaggio, mentre presenta un impatto più contenuto nei grandi centri urbani. Tra le esperienze considerate più avanzate viene citata quella di ATS Insubria, impegnata nel coordinamento della raccolta dei dati territoriali e nell’integrazione tra cartella sociale e sanitaria.

Nel Varesotto sono stati analizzati anche due progetti. L’ASST Sette Laghi ha sviluppato un modello di degenza sociosanitaria post-acuti, nato dalla collaborazione tra il dipartimento di medicina e una RSA, per gestire le dimissioni di pazienti che non possono rientrare subito a casa. Il sistema punta a garantire continuità assistenziale, liberando al tempo stesso posti letto e giornate di degenza per i pazienti acuti. L’azienda ne ha valutato anche il valore economico.

L’ASST Valle Olona è invece tra le prime realtà ad avere misurato l’esperienza dei pazienti nei percorsi di cure domiciliari attraverso i PREMs. Gli strumenti raccolgono la percezione degli assistiti su accesso, comunicazione e capacità di risposta dei servizi, così da individuare eventuali correzioni. Restano inoltre da approfondire i rientri ripetuti in pronto soccorso dopo le dimissioni.

Per Emanuele Porazzi, il quadro richiede di portare i servizi più vicino ai cittadini attraverso case di comunità, assistenza domiciliare integrata e telemedicina. La direzione indicata dal DM 77 comprende anche la stratificazione della popolazione in base ai bisogni, l’incrocio tra dati clinici e sociali e lo sviluppo della medicina di iniziativa, per intercettare precocemente i segnali di una patologia. Il monitoraggio dovrebbe riguardare anche l’aderenza alle terapie e il punto di vista dei pazienti, rilevato con PREMs e PROMs.