Toscana

Due documentari gratuiti alla Rocca di Montestaffoli

Il calendario propone opere su Enrico Berlinguer e Cesare Vagarini, in programma il 20 e il 23 agosto alle 21.30.

Due proiezioni a ingresso gratuito arricchiscono la programmazione di Cinema in Rocca a San Gimignano. Gli appuntamenti sono fissati per giovedì 20 e domenica 23 agosto, alle 21.30, nella Rocca di Montestaffoli, e propongono altrettanti film-documentari dedicati a figure del Novecento impegnate in ambiti diversi: il dirigente politico Enrico Berlinguer e l’artista Cesare Vagarini.

Il documentario su Berlinguer

La prima serata sarà dedicata a Enrico Berlinguer. Un’eredità che parla al futuro, film-documentario diretto da Monica Bartalozzi e inserito nel tour di proiezioni legato all’opera. Il lavoro nasce dall’esperienza della mostra I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer, allestita nei mesi scorsi al Mandela Forum di Firenze, e sviluppa un racconto costruito sugli incontri, sui dialoghi e sulle testimonianze raccolte durante l’esposizione.

Il film ripercorre le fasi di preparazione della mostra e ricorda l’evento dell’11 luglio 2025 in piazza della Repubblica a Livorno, organizzato a cinquant’anni dallo storico comizio di Berlinguer e Santiago Carrillo. Il racconto affronta inoltre alcuni dei temi centrali del pensiero e dell’impegno dell’ex leader del Partito Comunista Italiano, riletti alla luce del presente: la questione morale, la dignità e la tutela del lavoro, la pace, il disarmo, l’internazionalismo, la salvaguardia dell’ambiente e la conversione ecologica.

Alle interviste con i protagonisti dei dibattiti, i visitatori e i volontari si aggiungono le testimonianze degli studenti delle scuole fiorentine. Ragazzi e ragazze che non hanno conosciuto direttamente Berlinguer raccontano il percorso attraverso cui ne hanno riscoperto l’attualità visitando la mostra.

La storia di Cesare Vagarini

Domenica 23 agosto il programma proseguirà con Seeking Vagarini, documentario in lingua inglese con sottotitoli in italiano diretto da Alfredo Peyretti, al suo primo lungometraggio. Il film racconta la vita e l’opera di Cesare Vagarini, pittore, affreschista e restauratore che visse e lavorò a lungo a San Gimignano, dove morì nel 1990.

La pellicola segue una vicenda umana e artistica segnata dalla capacità dell’autore di trasformare esperienze personali e collettive in espressione creativa, nonostante le difficoltà incontrate nel corso della vita. Il percorso di Vagarini diventa così anche un’occasione per riflettere sul ruolo dell’arte come strumento di memoria, espressione individuale e resilienza, capace di attraversare guerre, deportazioni e profondi cambiamenti sociali.

Nato a Roma nel 1905, Vagarini si formò all’Istituto d’Arte di Porta Romana a Firenze. La sua attività lo portò da Milano alla Terra Santa e poi in Australia, dove fu deportato insieme alla moglie durante la Seconda guerra mondiale. Dopo il rientro in Italia realizzò cicli pittorici e numerosi restauri in Toscana, lavorando nelle province di Siena e Grosseto. In seguito scelse San Gimignano come luogo in cui vivere, lavorare ed esporre le proprie opere, con numerose mostre personali.