Roma (RM)

Triplice omicidio, caccia al killer in tutta italia

Posti di blocco e controlli a frontiere, 50 le segnalazioni. L'ipotesi del gesto estremo

Triplice omicidio, caccia al killer in tutta italia

Posti di blocco sulle strade, controlli nelle stazioni, ai capolinea degli autobus diretti all’estero, negli aeroporti e alle frontiere. E’ scattata una vera e propria caccia per rintracciare l’uomo sospettato di aver sterminato a colpi di mannaia una famiglia venerdì sera in un appartamento alla periferia di Roma. Da quando gli investigatori della squadra mobile di Roma hanno identificato il presunto killer nel quarantatreenne bengalese Shahadat Hossain si sono innescate ricerche in tutta Italia. Le pattuglie sul territorio di Polizia, Carabinieri e altre forze dell’ordine, foto alla mano, stanno controllando con attenzione nelle varie città se qualcuno possa corrispondere a lui. La sua immagine è stata diffusa sui canali social e WhatsApp della polizia e – in meno di 24 ore – sono arrivate circa 50 segnalazioni. Una di queste ha fatto scattare sabato pomeriggio un blitz su un treno alla stazione di Bologna, ma si è rivelata un falso allarme. L’uomo notato era molto somigliante ma non si trattava del quarantatreenne sospettato di aver ucciso il 39enne Kamal Uddin, la moglie Hosne Jahan Momotaj e la loro bimba di 8 anni Arowa.

Gli investigatori in queste ore stanno scandagliando i luoghi che Shahadat abitualmente frequentava e ascoltando diversi suoi conoscenti. Chi indaga pensa che non si si sia allontanato molto e che si trovi ancora nella Capitale. I controlli, in ogni caso, arrivano fino alle frontiere. L’uomo, che aveva presentato a maggio dell’anno scorso richiesta di permesso di soggiorno alla Questura di Frosinone, ha moglie e figli che vivono a Londra. Quindi potrebbe voler puntare a superare il confine per raggiungerli.

Le indagini, affidate agli agenti della Squadra Mobile diretti da Roberto Pititto e coordinate dalla Procura di Roma, non tralasciano nulla. Si cerca anche in luoghi isolati, come casolari abbandonati alla periferia della Capitale, dove potrebbe essersi nascosto per pianificare la fuga. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori anche quella che Shahadat possa aver compiuto un gesto estremo. L’ultima cella agganciata dal suo cellulare risalirebbe alla notte tra venerdì e sabato, in una zona poco distante dal quartiere Casalotti, teatro del triplice omicidio. Da quel momento nessuna traccia. Probabilmente si è disfatto del telefono per non essere tracciabile.

La notizia del triplice omicidio ha lasciato sgomento il quartiere di Casalotti, alla periferia ovest, dove Kamal era molto conosciuto e tutti gli volevano bene. Sui social si è innescato un vero e proprio tam-tam, nelle chat di abitanti e tra appartamenti alla comunità bengalese. Shahadat Hossain “è molto cattivo specialmente con le donne – scrive un utente in un post – ci ho lavorato 15 giorni. Fortunatamente lo hanno allontanato dopo che ci siamo lamentante”.

Intanto resta ricoverato nella terapia intensiva del policlinico Gemelli il figlio ventenne di Kamal e Hosne, unico sopravvissuto alla mattanza. E’ stato sottoposto a un intervento neurochirurgico per una frattura cranica con ematoma e la prognosi rimane riservata. Il ragazzo è vigile e orientato ma la situazione resta delicata. Mentre sono state affidate alla sezione di medicina legale dell’università Cattolica del Sacro Cuore le salme dei suoi genitori e della sorellina. Le autopsie verranno effettuare la prossima settimana. E dal cardinale Baldassare Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, arriva un monito: “Roma non può rassegnarsi alla violenza, né permettere che la paura prenda il posto della fraternità”